Ancora allarme nelle scuole italiana per abusi su minori e non solo. Tuttavia, nell'ultimo anno i dati sono stati allarmanti: la situazione.

È allarme nelle scuole italiane per abusi su minori e violenze sessuali. Infatti, nell’ultimo anno i dati sono allarmanti e si parla di un incremento del 54%. Per quanto riguarda i reati contro i minori, tra le vittime prevale quasi sempre il genere femminile. È quanto emerge dall’elaborato sull’andamento dei reati riconducibili alla violenza nei confronti dei minori, realizzato dal Servizio analisi criminale coordinato dalla Direzione centrale della polizia criminale.
Di seguito un recap di alcuni casi di violenza accaduti in alcune scuole italiane.
A Caltanissetta un insegnante è stato arrestato per aver abusato di due bambine nel corridoio di una scuola media. In entrambi i casi, l’insegnante, con la scusa di abbracciare le bambine di 11 anni gli avrebbe toccato il seno e una delle ragazzine si sarebbe confidata con un’altra insegnante ma inizialmente la vicepreside non avrebbe preso provvedimenti.
In provincia di Isernia due maestre sono state sospese dal servizio per maltrattamenti sui bambini della loro classe.
La notizia risale a qualche settimana fa, dove sul telefono di una ragazzina di 13 anni si vede l’immagine di un professore nudo che chiede agli alunni di prenderlo a calci. La mamma della ragazzina ha denunciato l’accaduto alla Polizia che sta tuttora indagando sull’accaduto per risalire alla dinamica dei fatti.
Le vittime più colpite hanno meno di 14 anni e sono ragazzine. Tra gli autori dei reati prevalgono gli uomini di età compresa tra i 35 ed i 64 anni (62%). Il rapporto della polizia rivela che sono raddoppiate le vittime minorenni colpite dal reato di “sextortion”, ossia il ricatto a sfondo sessuale per estorcere denaro: la variazione percentuale sul totale dei casi trattati nel 2021 (101) è stata del +94% rispetto all’anno precedente.
In ambiente scolastico, le violenze possono essere anche nei confronti degli insegnanti e del personale. Un voto sbagliato, una nota di troppo o un richiamo sono spesso fonte di violenza nei confronti dei docenti.
Infatti, all’inizio del 2023 una professoressa è stata presa di mira da alcuni studenti che hanno iniziato a colpirla con una pistola ad aria compressa. La docente ha denunciato l’accaduto alla Polizia di Rovigo.
Esistono molte storie simili a queste nei confronti dei docenti anche da parte dei genitori per alcuni voti bassi o dei richiami dal Preside. A tal proposito, infatti, lo Stato ha deciso che gli insegnanti che subiranno delle violenze in ambito scolastico saranno difesi da Avvocati messi a disposizione dallo Stato stesso.
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