UNICT – Riduzione appelli e cambio regolamento didattico: studenti scendono in piazza

"Non un appello in meno!" è lo slogan degli studenti dell'Università degli Studi di Catania che, in seguito alle ingiuste e imminenti proposte avanzate dalla Commissione didattica d'Ateneo, scenderanno in Piazza dell'Università per far sentire il loro dissenso: ecco cosa prevedono i punti del regolamento didattico.

L’intera Comunità studentesca dell’Università degli Studi di Catania si mostra profondamente indignata in merito alle imminenti modifiche, che sono state avanzate e poste in votazione nelle ultime ore dalla Commissione didattica d’Ateneo, e per esprimere tutto il suo dissenso ha deciso di manifestare, scendendo in piazza oggi, mercoledì 19, a partire dalle 17, e la prossima settimana, martedì 25 ottobre.

Lo slogan di quest’ultima stangata mossa agli studenti di Unict, che graverebbe specialmente sui fuoricorso, prende il nome di “Non un appello in meno!”. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la serie di novità proposte dal regolamento didattico.

Ecco cosa prevedono i punti del regolamento didattico:

  • Una riduzione degli appelli obbligatori della sessione autunnale da due a uno. Di fatto vale a dire che, fissando un solo appello d’esame che sarà in coincidenza con quello “straordinario” riservato agli studenti fuoricorso, verrà meno la possibilità di poter recuperare le materie degli anni precedenti, rallentando così il percorso accademico;
  • Il “salto d’appello”, ovvero l’impossibilità, qualora bocciati, di ripetere un esame all’appello immediatamente successivo, rischiando, quindi, di rimanere indietro di anni;
  • La possibilità di costituire commissioni di esami monocratiche, cioè composte singolarmente dal docente titolare senza altri membri;
  • L’eliminazione della figura di studente laureando iscritto con riserva;
  • L’esclusione degli studenti regolari in debito delle materie dell’anno precedente alla sessione straordinaria effettuata nel periodo fra marzo e maggio;
  • L’eliminazione della riduzione della frequenza obbligatoria e appositi supporti didattici, che minano soprattutto su chi non sempre può frequentare le lezioni, come gli studenti lavoratori.

Per tutti questi motivi degni di protesta, che non mirano di certo ad agevolare i percorsi di studio dei nostri studenti, in molti questo pomeriggio alzeranno la voce in Piazza dell’Università, simbolo dell’Ateneo catanese.

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