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Scrittici siciliane del Novecento: 7 (+3) grandi autrici originarie dell’Isola

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Scrittrici siciliane del Novecento: i nomi e le storie di alcune delle più grandi autrici nate in Sicilia che hanno dedicato la loro vita alla passione per la letteratura.

Scrittici siciliane del Novecento: sono diverse le autrici che hanno vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900 e che hanno regalato dei veri capolavori alla letteratura italiana e internazionale. Tuttavia, molto spesso anche nel mondo della letteratura si assiste ad una predominanza della controparte maschile: basti pensare a quante autrici italiane sono inserite nei programmi scolastici per rendersi conto quanto spesso le scrittrici siano sottovalutate nel nostro Paese.

Eppure, anche le donne hanno dato alla letteratura un contributo importante e di certo differente da quello degli autori maschili. Tra queste autrici spesso dimenticate, vi sono anche alcune siciliane, le cui opere hanno meravigliato tanti lettori.

Scrittrici siciliane del ‘900: 7 autrici nate nell’Isola

Come anticipato, sono diverse le autrici siciliane che rientrano tra le grandi scrittrici italiane del Novecento. Ecco un esempio, presentando sette autrici nate in Sicilia e vissute nel ventesimo secolo.

Livia De Stefani

Una delle prime indimenticabili autrici siciliane del Novecento è senza dubbio Livia De Stefani. La scrittrice nacque a Palermo nel giungo del 1913, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri che non vedeva di buon occhio la sua passione per la letteratura. Livia si sposò e si trasferì a Roma ad appena diciassette anni, dove visse la sua vita con il marito Renato Signorini, scultore che la incoraggiò nel suo impegno letterario, e tre figli.

Tuttavia, la “sicilianità” rimase sempre una costante del suo stile letterario, eredità degli anni della sua formazione trascorsi nell’Isola. Tra le opere maggiori si ricorda “La vigna di uve nere”, romanzo di denuncia alla mafia che rese la sua autrice una delle prime donne a parlare apertamente della criminalità organizzata.

Goliarda Sapienza

Altro nome fondamentale della letteratura siciliana del Novecento è quello di Goliarda Sapienza. L’autrice nacque a Catania nel maggio del 1924, da padre catanese e madre lombarda. Il padre fu un noto avvocato socialista, mentre la madre fu la prima dirigente donna della Camera del Lavoro di Torino, e Goliarda visse in contesto di assoluta libertà considerando che il padre decise di non farle frequentare la scuola per evitare influenze fasciste.

Tristemente, anche nella vita di Goliarda Sapienza la mafia ha un ruolo: infatti, il nome dell’autrice deriva dal fratellastro Goliardo Sapienza, che morì affogato in mare prima che lei nascesse, probabilmente in seguito ad un agguato della mafia in difesa dei proprietari terrieri. Sebbene Goliarda iniziò come attrice, si avvicinò presto alla letteratura producendo opere quali “Lettera aperta”, in cui racconta gli anni di gioventù vissuta a Catania, ma anche per “L’arte della gioia”, che rimane uno dei suoi romanzi più noti e fu pubblicato postumo.

Goliarda Sapienza

Jolanda Insana

Jolanda Insana è un’altra delle grandi protagoniste siciliane delle letteratura del Novecento. L’autrice, che fu insegnante e grecista, nacque a Messina nel 1937 e proprio nell’ateneo della sua città natale ottenne la laurea in Lettere classiche che le permise di insegnare lettere nei licei classici.

A differenza delle due precedenti autrici, Jolanda divenne celebre soprattutto per le sue poesie, anche grazie all’intuito del poeta Giovanni Raboni che inserì una poesia dell’autrice in una sia collana. Tra le opere più celebri di Insana si ricordano “La stortura” e “La bestia clandestina”. Inoltre, Jolanda fu anche traduttrice dal greco e dal latino e adattò in versi anche alcune opere di autori stranieri.

Maria Messina

Un’altra autrice palermitana si trova nell’elenco delle grandi scrittrici siciliane del Novecento. Si tratta di Maria Messina, nata a Palermo nel 1887 da un padre ispettore scolastico e una madre di nobili origini. Tuttavia, Maria trascorse la giovinezza nella città di Messina e viaggiò molto tra Centro e Sud Italia, dato che il padre si spostava spesso per lavoro.

Per sua fortuna, soprattutto considerando l’epoca in cui visse, non trovò nella famiglia un ostacolo per la sua carriera letteraria: anzi, Maria fu incoraggiata dal fratello a seguire questo cammino che la portò persino ad iniziare una corrispondenza epistolare con Giovanni Verga nei primi anni del Novecento. Inoltre, anche per Maria la Sicilia rappresentò un elemento caratteristico della sua scrittura, concentrandosi in particolare sulla condizione delle donne nell’Isola. Tra le sue opere si ricordano novelle, come “Luciuzza” e romanzi come “Alla deriva”, oltre a numerose produzioni per l’infanzia.

Laura Di Falco

Le origini di Laura Di Falco sono intrecciate alla zona di Canicattini Bagni (SR), dove l’autrice nacque nel 1910. Di origini benestanti, Laura frequentò il liceo classico a Siracusa, prima di proseguire gli studi in Filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Nella vita, oltre alla carriera letteraria, si dedicò all’insegnamento e all’attività politica antifascista, quest’ultima in collaborazione con il marito e Ugo La Malfa.

Donna dai mille interessi, ebbe anche modo di dedicarsi alla pittura dopo gli anni Cinquanta. Tra le sue opere, si ricordano “Paura del giorno”, “Le tre mogli” e “Piazza delle quattro vie”.

Elvira Mancuso

Meno movimentata fu la vita di Elvira Mancuso, autrice siciliana del Novecento che nacque a Caltanissetta nel 1867 e non abbandonò mai la sua città. Tuttavia, questo non tenne Elvira dal dare prova di essere una donna indipendente: decise di non sposarsi mai e si dedicò alla sua attività di maestra di elementari e di scrittrice verista, dalla scuola di Verga e Capuana.

Sebbene iniziò scrivendo delle novelle sotto uno pseudonimo maschile, Elvira produsse diverse opere nel corso della propria vita, tanto da essere apprezzato persino da Sciascia e Calvino. Tra i suoi capolavori si ricordano “Annuzza la maestrina”, che prende spunto anche dalla biografia di Elvira, e un saggio letterario intitolato “Sulla condizione della donna borghese in Sicilia: appunti e riflessioni”.

Elvira Mancuso

Cettina Natoli Ajossa

Un’altra delle grandi autrici siciliane del Novecento non può che essere Cettina Natoli Ajossa, nobildonna messinese che si dedicò alla letteratura tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento. Si trattava di una donna colta che realizzò dei romanzi oggi definiti come “dannunziani”, per la somiglianza nello stile e nei temi a quelli del noto autore italiano.

Tra le sue opere, si ricorda persino una cronaca del terremoto che colpì la città di Messina nel 1908, come a testimoniare l’amore per la sua terra e, trasversalmente, per la Sicilia stessa.

Scrittici del Novecento: 3 autrici di origine siciliana

Oltre le sette precedenti grandi scrittici italiane del Novecento, nate e in parte vissute in Sicilia, l’elenco non si esaurisce. Infatti, esistono altre tre importanti autrici del Novecento che hanno un legame con la Sicilia, loro terra di origine, sebbene abbiano vissuto in luoghi differenti.

Bianca Garufi

La prima di queste autrici è senza dubbio Bianca Garufi, scrittrice e poetessa, oltre che psicanalista nata a Roma nel 1918. Le origini dell’autrice, come evidente anche dal cognome, erano siciliane: infatti, Bianca proveniva da una famiglia aristocratica siciliana e lei stessa trascorse molte estati della sua infanzia nella nota località marittima di Letojanni.

Tra le sue opere, ve ne sono alcune che riprendono proprio gli usi e i costumi della popolazione siciliana, come “Fuoco Grande” e “Il Fossile”. Inoltre, la scrittrice rivestì un ruolo importante anche per la Resistenza a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, insieme al noto comunista Fabrizio Onofri.

Anna Banti

Ulteriore autrice di origini siciliane è proprio Anna Banti, nota autrice della letteratura del Novecento italiano. Infatti, sebbene la donna nacque a Firenze nel 1895, come per la Garufi, la sua famiglia era di origine siciliana ma emigrata in Calabria, poi in Piemonte e poi in Toscana.

Anche in questo caso, l’autrice non fu scoraggiata dalla famiglia nel perseguire la sua passione per la letteratura: proprio il padre della Banti, avvocato delle Ferrovie, la spinse a seguire gli studi umanistici. Tra le opere sono presenti innumerevoli opere, di vario genere: dai romanzi ai racconti, passando per la saggistica e le traduzioni, Anna fornì un contributo di grande spessore alla letteratura italiana del Novecento.

Elsa Morante

Dalle insospettabili origini siciliane è anche la notissima Elsa Morante, autrice meno dimenticata tra quelle elencate. Anche lei è nata a Roma e, sebbene fu riconosciuta da Augusto Morante, marito della madre di Elsa, il padre naturale dell’autrice fu Francesco Lo Monaco, un siciliano impiegato alle poste.

L’amore per la letteratura di Elsa si manifestò sin dall’infanzia e proseguì per tutta la vita, al punto di diventare una delle autrici italiane più conosciute. Non stupisce quindi che la Morante fu la prima donna a ricevere il Premio Strega, ottenuto nel 1957 con il celebre e apprezzatissimo romanzo “L’isola di Arturo”.

A proposito dell'autore

Martina Bianchi

Con una laurea magistrale in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations e una triennale in Scienze e Lingue per la Comunicazione, coltiva l'interesse per il giornalismo scrivendo per LiveUnict.
Con la passione per le lingue straniere, la fotografia, l'arte e i viaggi, mira ad un futuro nelle relazioni internazionali in difesa dei Diritti Umani.