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Mancano laureati STEM: il 44% delle aziende italiane non trova candidati

Allarme laureati STEM: sono pochi e la domanda di profili specializzati nel settore tecnico-scientifico è in aumento, ma la ricerca di risorse in Italia è difficile.

In Europa è in continua crescita il fabbisogno di profili professionali STEM, ovvero di laureate e laureati in discipline tecnico-scientifiche (science, technology, engineering and mathematics).

Tuttavia, in seguito alla recente indagine condotta dall’Osservatorio STEM e promosso da Fondazione Deloitte e dal Programma di Politiche Pubbliche di Deloitte, che si basa sulle 2.650 interviste effettuate a studenti, giovani occupati e Neet provenienti da diversi Paesi europei (Italia, Grecia, Malta, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito), è emerso che ammonta mediamente al solo 26% la percentuale dei candidati che hanno acquisito una competenza relativa proprio al settore STEM.

Laureati STEM: la situazione in Italia

Per quanto riguarda la situazione in Italia, è stato riscontrato che più di quattro aziende su dieci hanno avuto difficoltà a trovare personale Stem, in quanto soltanto il 24,5% dei giovani ha scelto di studiare le materie scientifiche: il 15% di essi è rappresentato da donne.

È, dunque, evidente il divario di genere. Già dal primo report sul gender gap, promosso dallo stesso Osservatorio STEM, è stato evidenziato come soprattutto nel nostro Paese le donne che studiano in un’università di ambito tecnico-scientifico siano in netta minoranza:  per citare degli esempi, nelle facoltà di scienze naturali le donne rappresentano, in media, il 48% sul totale dei laureati;  per quanto concerne il settore ICT, qui la presenza femminile costituisce il 20% dei laureati, mentre migliore è la situazione nelle facoltà di ingegneria, in cui le donne laureate sono il 30%.

Pare che i fattori che incidono siano dovuti a bias cognitivi e percettivi, stereotipi culturali, nonché alla mancanza di visibilità nello spazio pubblico.

Ad influire negativamente in questi ultimi due anni, gli effetti della pandemia sui percorsi di studio, in quanto l’impiego della Dad ha inciso sull’apprendimento degli studenti.

La maggior parte delle studentesse e degli studenti ha, inoltre, affermato che persistono gli stereotipi, secondo cui le discipline scientifiche siano più complicate e richiedano molto più tempo di studio e di risorse economiche rispetto ad altri settori. Di conseguenza, è spesso pensiero comune che non tutti possano accedere alle lauree STEM, in particolar modo le donne.

Il Presidente della Fondazione Deloitte, Guido Borsani, ha dichiarato: “Le competenze STEM saranno cruciali nel mercato del lavoro di domani e serviranno per affrontare le grandi sfide odierne e future. Puntare su un approccio STEAM, in cui scienza e tecnologia si integrano con materie umanistiche e artistiche, sarà fondamentale“.

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