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Dallo stop al sistema a colori alla DaD per i soli sintomatici: le richieste delle Regioni

Sette proposte per cambiare la risposta dell'Italia all'avanzata del Coronavirus: i Governi regionali hanno inviato un documento chiedendo una revisione generale delle regole previste, dalla scuola all'isolamento, passando per i colori delle Regioni.

Sta per terminare il primo mese del 2022: un nuovo anno segnato ancora dalla permanenza della pandemia da Coronavirus, con cui gli italiani fanno i conti ormai da quasi due anni.

Lo sguardo del Governo centrale, tuttavia, potrebbe volgersi verso un cambiamento: a questo, di fatti, si chiede si compiere primi passi verso una vera convivenza con il virus. Ma come?

Le Regioni hanno inviato un documento agli organi centrali del Governo: si chiede, secondo quanto vi si legge, “un aggiornamento della strategia di contrasto al coronavirus, tenuto conto dell’elevato tasso di vaccinazione che ha raggiunto percentuali ormai significative per la gran parte della popolazione e numeri incoraggianti per la popolazione pediatrica”.

Le richieste dei Governatori vengono definite necessarie, in quanto andrebbero ad avviare “un percorso di normalizzazione della vita dei cittadini e dell’intero Paese […] tenendo in dovuta considerazione ogni misura utile per il contrasto alla pandemia”.

Ecco perché, secondo le Regioni, è “assolutamente necessario procedere a una semplificazione delle regole, basandole non più sulla suddivisione per zone di rischio ma concentrando esclusivamente l’attenzione sui cittadini, in relazione al completamento del ciclo vaccinale”. 

Le richieste delle Regioni

Cosa propongono, dunque, le Regioni al Governo?

  • che si superi definitivamente la “colorazione” delle Regioni, a seconda della fascia di rischio alla quale appartengono;
  • che si cambino le regole nel campo della sorveglianza sanitaria: si chiede di suddividere i nuovi positivi tra sintomatici e asintomatici;
  • che, a seguito dell’avvento della variante Omicron, ormai la più diffusa in Italia, si sospenda il contact tracing per rivolgere le risorse ad altri metodi di contrasto al virus;
  • che si cambino le regole legate alla quarantena per coloro che lavorano con servizi essenziali e avvertono i sintomi del Coronavirus: favorendo l’autosorveglianza, si propongono tre giorni di isolamento più tre con FFP2;
  • un aggiornamento della classificazione dei “ricoveri Covid”: ad oggi, infatti, coloro i quali risultano essere positivi mentre ricoverati per altre patologie, vengono classificati come tali;
  • un aggiornamento delle misure relative al Green Pass rilasciato da altro paese UE: prolungarne temporaneamente la durata rispetto ai sei mesi italiani, aggiungendo però l’obbligo di effettuare tamponi;
  • una vera e propria riforma, infine, in ambito scolastico: si chiede di annullare il sistema di sorveglianza (quale il contact tracing) favorendo l’autosorveglianza, mantenendo inoltre la DAD solamente per gli allievi sintomatici.

Quest’ultima richiesta nasce anche per far fronte alle numerose lamentele giunte dai genitori di allievi appartenenti alla fascia 5-11. Alcuni di questi ultimi hanno persino lanciato una petizione, sostenendo di essereparadossalmente discriminati, rispetto ai vaccinati degli altri ordini scolastici”.

Si chiede perciò che le regole per la scuola si unifichino a quelle attualmente in vigore nelle scuole medie e superiori.

Nel frattempo, alcuni Governatori intervengono già sulla durata dell’isolamento della classe: in Alto Adige, Regione a statuto speciale, è stato annunciato che la DaD durerà sette e non più dieci giorni.

E nel resto d’Italia? Diverse le voci a favore dell’accantonamento della Didattica a Distanza per giovanissimi vaccinati o guariti dal Coronavirus.

Il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, per esempio, sottolinea come “le attività scolastiche non vanno sostituite dalla Dad quando bambini e ragazzi sono vaccinati e non ci sono sintomi”, evidenziando infine come “si può combattere il Covid e semplificare la vita delle persone con regole chiare”.

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