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Bonus 100 euro in busta paga anche nel 2022, ma non per tutti: a chi spetterà

Bonus 100 euro in busta paga: confermato anche per il prossimo anno, il 2022, ma solo per alcune categorie di lavoratori. Ecco quali.

Bonus 100 euro in busta paga: resta anche con la riforma dell’IRPEF, anche se non per tutti.

Il Governo ha, infatti, presentato al Parlamento l’emendamento che prevede anche per il solo 2022 uno sgravio di 0,8 punti percentuali dei contributi previdenziali per i redditi fino a 35mila euro e conferma una clausola salva-bonus Irpef per chi guadagna meno.

L’ex bonus Renzi resta, quindi, confermato. Ma a quali lavoratori spetta?


Bonus 2022: quali verranno prorogati e quali no?


Bonus 100 euro: salvo ma a chi spetterà?

Il bonus 100 euro in busta paga nel 2022 spetterà soltanto ai lavoratori con i redditi medio-bassi, cioè per i redditi fino a 15 mila euro.

Il bonus 100 euro, invece, verrà mantenuto solo in parte per redditi fino a 28mila euro, per i quali questo verrà calcolato come differenza tra imposta lorda e detrazioni spettanti. In ogni caso, non potrà superare i 1200 euro l’anno.

Riforma IRPEF

La riforma dell’Irpef prevede la riduzione delle aliquote da 5 a 4. Nello specifico, il nuovo schema cancella l’aliquota del 41% e rivede gli scaglioni:

  • sui redditi fino a 15mila euro si applicherà l’aliquota del 15%;
  • sui redditi tra 15 e 28mila euro si applicherà l’aliquota del 25%;
  • sui redditi tra 28mila e 50mila euro si applicherà l’aliquota del 35%;
  • sopra questa soglia si applicherà l’aliquota del 43%.

Evoluzione della riforma

In futuro, le aliquote potrebbero passare da 4 a 3. Con la riforma dell’Irpef vengono, inoltre, riviste anche le detrazioni, per ammorbidire la curva ed evitare “salti” del prelievo in particolare per i redditi che scontano aliquote marginali più elevate.

La detrazione “base” sarà di 3.100 euro contro i 1.880 attuali e la nuova curva degli sconti permetterà, come detto precedentemente, di assorbire anche il bonus Irpef introdotto da Matteo Renzi con 80 euro al mese e portato dal governo Conte-Gualtieri a 100 euro al mese.

Il Governo ha però anche elaborato delle tabelle che tengono conto dell’effetto del taglio temporaneo dei contributi e dell’assegno unico, che entrerà a regime da gennaio.

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