Regione Siciliana e Stato firmano un accordo che, tra le altre cose, riconosce la condizione di insularità dell'Isola e attua migliori condizioni fiscali per chi investe.

Raggiunto dopo lunghi negoziati l’accordo tra Stato e Regione Siciliana in materia di finanza pubblica per il 2022-2025. L’accordo riconosce anche in termini economici la condizione di insularità della Regione, ma anche incrementi delle entrate, l’introduzione della fiscalità di sviluppo e la razionalizzazione di alcune rilevanti poste di bilancio. Soddisfatto il presidente della Regione Nello Musumeci, secondo il quale “la Sicilia, sul piano dei rapporti finanziari con il governo centrale, è passata da una posizione remissiva e indefinita a un ruolo di coprotagonista, in una cornice di chiare e precise responsabilità reciproche. Frutto di un lavoro certosino che con il vicepresidente Armao stiamo conducendo sin dal nostro insediamento“.
Oltre a consentire notevoli risparmi di spesa, l’accordo tra Stato e Regione Siciliana secondo il vicepresidente Armao consente anche l’attivazione della fiscalità di sviluppo alla Sicilia, la possibilità di abbattere gli oneri fiscali per chi investe e individua un chiaro calendario per rivedere le norme sull’autonomia finanziaria. L’accordo quindi potrebbe, tra le altre cose, portare nuovi investimenti nella Regione e considerevoli vantaggi fiscali.
Sei i punti fondamentali dell’accordo tra Regione Sicilia e Stato, qui riportati in forma sintetica.
Infine per quanto concerne la rilevazione dei fabbisogni e dei costi standard nonché, in un’ottica condivisa e nel rispetto delle prerogative costituzionalmente riconosciute, per definire le capacità fiscali, i livelli essenziali delle prestazioni, gli obiettivi di servizio della Regione e dei propri enti locali si stabilisce che a partire dal 2022, la Regione partecipa ai lavori della Commissione tecnica per i fabbisogni standard con propri rappresentanti.
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