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“Lezioni in presenza? Non mi sento tutelata”: la denuncia di una Studentessa Unict

Dal mese di novembre le lezioni ad Unict saranno garantite esclusivamente in presenza. A tal proposito, una Studentessa del Disum ha inviato una lettere alla Redazione di LiveUnict per far sentire la sua voce.

Con l’inizio del nuovo anno accademico sono state pubblicate le nuove linee guida sullo svolgimento delle lezioni per il mese di ottobre, novembre e per il resto dell’anno. Tuttavia, le modalità tra le lezioni che si terranno per il mese di ottobre e per i mesi a successivi saranno differenti. Infatti, per il mese di ottobre, l’Università di Catania ha mantenuto la didattica mista e per il mese di novembre invece le lezioni si terranno esclusivamente in presenza con prenotazione del posto aula. La Redazione di LiveUnict ha ricevuto e pubblicato la lettera di una studentessa che non è d’accordo con la modalità esclusivamente in presenza da novembre.

“Dal mese di ottobre, come tutti sappiamo, le lezioni si tengono principalmente online tramite la piattaforma Teams in quanto non tutti possiamo accedere alle aule dove si tengono le lezioni. Dal mese di novembre invece (quindi fra una settimana) le lezioni dovrebbero essere solo in presenza, almeno per quei corsi dove il 75% della capienza non viene superata.

Non riesco a capire perché la nostra università ha così tanta fretta nell’eliminare uno strumento che durante la pandemia si è rivelato utilissimo a noi tutti, ovvero le lezioni a distanza. Io, come altri studenti, mi trovo lontana dalla sede della mia università e in questo momento ancora di incertezza non voglio prendere casa nella città con il rischio di doverla abbandonare fra qualche mese. Così, sono costretta a rinunciare alla frequenza di alcuni corsi, almeno quelli che al momento non mi garantiscono lo streaming. Perché tutto questo? Non sarebbe più sensato lasciare la diretta streaming per tutti i corsi di studio e permettere anche la presenza per quanti possono recarsi fisicamente all’università?

Inoltre, voglio qui elencare alcune problematiche che credo il nostro Ateneo dovrebbe tenere in considerazione prima di abbandonare del tutto la DaD:

  1. Con il 75% della capienza delle aule assicurata si rischia di non poter garantire il distanziamento in alcuni luoghi dell’università, come i corridoi e le aule studio. Tutto ciò non potrebbe comunque favorire un aumento della contagiosità del virus anche se siamo quasi tutti vaccinati?
  2. Quanti non sono vaccinati sono comunque tenuti a presentare il green pass all’ingresso dell’università, quindi dovranno effettuare un tampone ogni due giorni dovendo sostenere una certa spesata che non tutti possono permettersi.
  3. Quanti invece sono esenti dal vaccino e possono scaricare comunque il green pass sono però a rischio di potersi contagiare con gravi conseguenze per la loro salute. L’Università di Catania ha tenuto in considerazione questi soggetti detti fragili e iper-fragili?
  4. Nel caso in cui uno studenti risulti positivo dopo la lezione come ci si deve comportare? Tutta l’aula andrà in quarantena?
  5. Noi studenti fuori sede o i tirocinanti che non hanno preso caso a Catania poiché titubanti per la situazione attuale dovremo semplicemente rinunciare alle lezioni?

In questi giorni ho cercato anche di contattare qualche rappresentante per avere delucidazioni in merito. Le risposte che mi sono sentita dire sono incredibili, alcune suonavano pressappoco così: “Unict è un’università fisica e non telematica, non possiamo rischiare di diventarlo per qualche esiguo numero di studenti che non vuole frequentare i corsi”. Credo che questo ragionamento, avanzato durante le lezioni anche da qualche professore, sia profondamente sbagliato. Chi infatti è disabile, lavoratore, genitore, fuori sede e altro non ha diritto a frequentare perché “non vuole” recarsi in sede? Esistono infatti situazioni in cui la presenza non può avvenire, e non per pigrizia o svogliatezza da parte degli studenti, ma per impossibilità. Questi anni orribili di pandemia hanno permesso a questi ragazzi di essere studenti come tutti gli altri (e non di serie B), perché non mantenere questa linea e permettere un doppio canale (presenza e virtuale) per agevolare tutti?

Personalmente sono al primo anno di una triennale e sto valutando se rinunciare agli studi per iscrivermi in una università che magari garantirà il servizio misto (anche se alcuni penseranno sia più scadente), ma chi è già avanti con gli studi come farà? Sono davvero amareggiata per questo atteggiamento ricevuto sia da parte di alcuni studenti che da parte dell’amministrazione Unict. Non mi sento per nulla tutelata”.

Università di Catania