Serve il Green pass per gli studenti (non universitari) impegnati in attività curriculari fuori dalle mura della propria aula? Le ultime dichiarazioni a riguardo del sottosegretario Sasso.

Dal prossimo 15 ottobre il Green pass servirà ai lavoratori italiani. Già da qualche giorno, poi, l’obbligo di possesso della certificazione riguarda anche gli studenti universitari. E per quelli più giovani? A scuola dovranno mostrare la certificazione solo docenti e personale: per gli alunni degli istituti, al contrario, questa non è obbligatoria.
Ma cosa succede se gli studenti sono impegnati in attività curriculari organizzate all’esterno della propria classe? Ai microfoni di Adnkronos, ha rilasciato dichiarazioni in merito Rossano Sasso, sottosegretario all’Istruzione.
“Le attività didattiche al di fuori della scuola sono parte integrante del percorso formativo degli studenti e dunque non possono costituire un’eccezione – ha dichiarato Sasso – . Per gli studenti non è previsto l’obbligo del Green Pass, quindi deve essere loro garantita la libera frequenza di tutte le attività curriculari, anche di quelle che si svolgono all’esterno della sede scolastica“.
Eppure, negli scorsi giorni, il Ministero dell’Istruzione aveva fornito indicazioni diverse in merito alle uscite didattiche. Non si escludeva che per alcune di queste dovesse risultare necessario il Green pass.
“Le Istituzioni medesime non verificheranno preventivamente il possesso delle richieste certificazioni verdi – si precisava – , il cui accertamento verrà effettuato al momento dell’accesso ai predetti servizi e attività ad opera dei relativi titolari o gestori”.
“Ai fini dell’organizzazione delle uscite didattiche che presuppongono l’obbligo della certificazione verde COVID-19 – si leggeva ancora – , dunque, si ritiene che le Istituzioni scolastiche possano valutare di fornire, prima che sia resa apposita autorizzazione a partecipare all’iniziativa, informazioni agli alunni medesimi e alle rispettive famiglie in merito ai requisiti e alle modalità per l’accesso, previsti dalla vigente normativa emergenziale”.
L’esenzione del Green pass, in questi casi, avrebbe riguardato soltanto gli studenti sotto i 12 anni di età. Le critiche non si sono fatte attendere: tra tutte, quelle del giurista Giovanni Guzzetta.
Oggi il sottosegretario Sasso promette che promuoverà “un’interlocuzione con il ministro Bianchi per individuare, d’intesa con le autorità sanitarie, il percorso più indicato a una soluzione rapida del problema”.
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