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Sicilia, attività bloccate dal Covid: in arrivo aiuti per partite Iva accese nel 2020

In Sicilia ristori anche per partite Iva accese nel 2020 ma piegate dall'emergenza sanitaria: è quanto previsto da un avviso pubblico regionale in arrivo.

Atteso un avviso pubblico regionale che dovrebbe giungere a breve e prevedere ristori e prestiti agevolati alle partite Iva accese nel 2020 la cui attività è stata bloccata dalla pandemia da Covid-19.

La Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana, di fatto, ha detto si alla bozza di decreto predisposta dal governo regionale in attuazione della legge finanziaria di maggio 2021.

Il decreto in causa, prevede una modalità di selezione a graduatoria dei richiedenti “sulla base della data di inizio attività risultante dal Registro delle Imprese, ordinando le imprese utilmente ammesse alla graduatoria a partire dalla più vecchia data di inizio attività”.

Ciò che è previsto era un sistema misto di contributi a fondo perduto fino a 5 mila euro, oltre a  prestiti agevolati fino a 20 mila euro per quelle attività imprenditoriali e commerciali che hanno attivato la partita Iva poco prima dello scoppio della pandemia e, per questa ragione, sono state fino ad oggi escluse da ogni forma di sostegno regionale.

Attraverso alcuni emendamenti apportati alla causa da Marianna Caronia, il fondo complessivo ammonta ora a 5 milioni di euro (prima 4). È, inoltre, previsto che l’Irfis (Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A.) eroghi i contributi e i prestiti entro 10 giorni dalla conclusione dell’istruttoria.

Almeno 200 aziende e imprese siciliane afferma Marianna Caronia potranno accedere a questi sostegni, compensando in parte il danno subito a causa della pandemia”.

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