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Coronavirus Sicilia, troppi ricoveri ma spuntano nuovi parametri per dimissioni

Emergono nuovi criteri per le dimissioni dei malati positivi al Covid-19. Le nuove misure dovrebbero contribuire ad alleggerire gli ospedali siciliani.

La Sicilia attualmente detiene un triste primato: è prima in Italia sia per incidenza di posti lesto occupati che per numero di degenti,

Di fatto, nella giornata di ieri è stato registrato un aumento di 24 unità in area medica, arrivando a 607 ricoveri in totale. Nelle terapie intensive, invece, si contano attualmente 77 posti occupati. Una situazione, questa, che dovrebbe ben presto condurre l’Isola alla zona gialla.

È necessario ricoverare tutti i malati?

L’ospedalizzazione è una delle questioni che più preoccupano in Sicilia. A tal proposito, sono emersi nuovi parametri per le dimissioni (anche dei malati Covid): si punta, nello specifico, ad alleggerire al massimo il carico sanitario puntando sulle cure a domicilio.

Nelle scorse ore, di fatto, è stata inviata a LiveSicilia una delibera, firmata dal Direttore del dipartimento regionale per la pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute Mario La Rocca (datata 13 agosto): il documento recepisce i suggerimenti del Comitato tecnico scientifico regionale sui nuovi criteri di dimissione dalle strutture sanitarie dei pazienti Covid ancora positivi e cela l’obiettivo di liberare i posti non necessari.

 “L’attuale quadro epidemiologico mostra un rapido incremento dei casi di infezione da Sars cov2, nonostante l’enorme impegno profuso nella campagna vaccinale e nell’attività di contact tracing da parte degli operatori del sistema sanitario regionale. Bisogna garantire – chiarisce La Rocca – la massima appropriatezza nella scelta del setting assistenziale, assicurare un corretto turnover dei soggetti ricoverati per non sovraccaricare le strutture di degenza e garantendo nel contempo la massima sicurezza per i pazienti”.

I nuovi parametri

Secondo quanto stabilito nel documento, i pazienti Covi potranno essere dismessi se:

  • non presentano febbre da almeno 48 ore;
  • presentano una saturazione nel sangue pari o superiore al 92% (90% per i cronici da almeno 48 ore);
  • non hanno bisogno di ossigenoterapia ad alti flussi o con intensità pari a quella pre-covid se già in O2 cronica;
  • nel caso in cui fossero emodinamicamente stabili;

  • nel caso in cui fossero autosufficienti nella gestione delle attività quotidiane;

Una volta dimessi, spetterebbe alle Usca prendere in carico i pazienti, assicurando:

  1. dimissioni protette dei pazienti con un collegamento con i gestori dei posti letto covid;
  2. “Presa in carico immediata e stretto follow up, definito in base alle condizioni cliniche dei pazienti, con adeguato monitoraggio dei parametri vitali, garantendo una pronta reperibilità ai pazienti in caso di necessità”;
  3. “Stretta collaborazione con il medico di assistenza primaria per un’ottimale gestione del paziente e in particolare delle eventuali comorbilità”.
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