Incendi in Sicilia ancora numerosi, adesso il governo promette un piano di aiuti straordinario per persone e imprese colpite e il rimboschimento delle aree.

Foto archivio.
Dopo gli incendi in Sicilia arrivano anche i ristori. Il premier Mario Draghi ha promesso un programma di aiuti per Calabria e Sicilia, le regioni più colpite dalle fiamme di queste settimane. Allo stesso tempo, il presidente del consiglio ha invitato a un rapido rimboschimento delle zone colpite, dove ettari di verde sono andati in fumo.
“Mi ha chiamato il presidente Draghi, assicurando pieno sostegno alla nostra comunità e all’intera Calabria – ha scritto su twitter Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria – . Abbiamo condiviso risarcimenti per le comunità colpite dagli incendi, piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e il rimboschimento delle aree verdi distrutte“. Nella telefonata, ha reso noto Palazzo Chigi, il premier ha detto che il governo metterà in cantiere un programma di ristori per le persone e le imprese colpite, insieme a un piano straordinario di rimboschimento e messa in sicurezza del territorio.
Nella giornata di ieri la flotta di Canadair e gli elicotteri dello stato hanno effettuato 33 interventi, mettendo in sicurezza 12 incendi. La maggior parte delle richieste, 9, arriva dall’Isola, dove dal 31 luglio sono attivi anche 150 volontari del sistema di protezione civile. Nonostante gli sforzi, tuttavia, gli incendi in Sicilia sono ancora numerosi.
La conta dei danni continua ancora oggi e, malgrado l’impegno di vigili del fuoco e protezione civile, è solo parziale. In provincia di Palermo sono state colpite ancora una volta le Madonie, specie nelle zone vicine ai comuni di Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Geraci. Brucia anche la zona delle Petralie, devastata nei giorni scorsi da decine di incendi che hanno distrutto ettari ed ettari di bosco e macchia mediterranea.
Nel Catanese la zona più colpita è il Parco dell’Etna. A Linguaglossa un’area boschiva a ridosso del parco è stata divorata dal fuoco. L’incendio ha distrutto anche alcuni vigneti e casolari di agricoltori. Duro lo sfogo del sindaco, che ha chiesto il carcere a vita per chi provoca gli incendi.
Infine, a Pergusa, in provincia di Enna, le fiamme hanno raggiunto la riserva naturale. Almeno sei i punti dai quali il fuoco si è sviluppato avvolgendo tutta la conca pergusina. Il bagliore dell’incendio era visibile nella notte anche da Enna.
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