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Sicilia, green pass obbligatorio per attività in “zona rossa”: la proposta di Confcommercio

Young person with protective face mask buying groceries/supplies in the supermarket.Preparation for a pandemic quarantine due to coronavirus covid-19 outbreak.Choosing nonperishable food essentials
Confcommercio Sicilia richiede di attuare la politica del greenpass per le attività commerciali in zona rossa, in modo da non bloccare nuovamente l'economia. Le dichiarazioni del Presidente Regionale di Confcommercio.

Le vaccinazioni vanno a rilento in Sicilia e questo provoca un notevole aumento di contagiati nell’Isola. La città di Gela continua in zona rossa e ad aggiungersi ci sono nuove città siciliane: Riesi, Mazzarino, Piazza Armerina, Favara e Caltabellotta. Confcommercio Sicilia lancia un’allarme per l’economia e chiede l’adozione del Green pass per le attività commerciali.

Gianluca Manenti, presidente regionale Confcommercio Sicilia dice: “Siamo preoccupati per le restrizioni che ne conseguono e che impediscono al mondo del commercio al dettaglio e alla ristorazione di potere continuare ad operare in quello che doveva essere il momento caratterizzato da un po’ di luce dopo mesi e mesi di buio. Vogliamo scongiurare ulteriori danni ai nostri associati dovuti alle chiusure forzate che la zona rossa impone. Per questo motivo chiediamo al Governo regionale di predisporre l’utilizzo del green pass a tutte le tipologie di attività commerciali presenti in zona rossa che così potrebbero continuare ad operare.

Inoltre, continua sottolineando: “Tutto ciò, come ci viene sollecitato dagli operatori dei territori interessati, permetterebbe di evitare nuove chiusure alle attività economiche (ad esempio, negozi, bar, ristoranti e pizzerie al chiuso). Nelle zone rosse il provvedimento andrebbe previsto ed esteso anche per altre situazioni come i trasporti a lunga percorrenza. Tutto questo, oltre a dare sicurezza e tranquillità alle persone, consentirebbe di mantenere l’apertura delle suddette attività. Tutti sappiamo, infatti, che l’ennesimo stop rischia di diventare un serio problema per le imprese già in difficoltà“.