L'Italia diventa tutta zona bianca da lunedì. Rimarranno solo le principali misure anti contagio: distanziamento e mascherina. Preoccupa la variante Delta.

ANSA/ EMANUELE VALERI
“Con l’ordinanza che ho appena firmato tutta l’Italia sarà in zona bianca a partire da lunedì. É un risultato incoraggiante, ma servono ancora cautela e prudenza, soprattutto alla luce delle nuove varianti. La battaglia non è ancora vinta”. Lo ha detto poco fa il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Italia dunque finalmente in zona bianca dalla prossima settimana, ma il timore variante Delta resta nell’aria. Non c’è da abbassare la guardia, infatti, perché la variante indiana sembra più contagiosa della variante principale e il rischio per chi non ha ancora fatto il vaccino è alto. Secondo Locatelli, i rischi ci sono anche per chi ha fatto una dose soltanto.
“Sulla variante Delta avremo i risultati dell’Iss nei prossimi giorni, per fornire una fotografia con dati reali. Ma se una variante è più veloce tende a diventare dominante, lo abbiamo già visto con la variante Alpha. La mascherina è e resta uno strumento essenziale per tenere sotto controllo il virus. L’ordinanza che abbiamo fatto lo dice, deve essere sempre portata con sé ed è obbligatorio indossarla se c’è margine di rischio anche all’aperto, e sempre al chiuso”, ha Speranza a Oggi è un altro giorno su Rai1.
E ha aggiunto: “Non dobbiamo disperdere il patrimonio che abbiamo accumulato, in termini di abbattimento della curva dei contagi. Ma lo ripeto, ancora con questo virus non è finita. Bisogna continuare a mantenere le misure necessarie”.
“Ci sono ancora 2 milioni e mezzo di persone sopra i 60 anni che non hanno avuto una prima dose. Questa è la priorità assoluta per tutti noi. Abbiamo chiesto un sforzo alle Regioni per recuperare il più possibile. Vaccinarsi è l’unica strada per chiudere una stagione così drammatica. Ma devo dire che la risposta degli italiani è stata straordinaria, la campagna vaccinale sta andando avanti con numeri significativi”.
“Dove ci sono persone che hanno dubbi – ha aggiunto – noi dobbiamo provare a convincerle con la trasparenza dei dati e l’evidenza scientifica”. E ha ricordato: “Il 95% delle persone che hanno perso la vita per il Covid aveva più di 60 anni. Questo dato deve spingerci a vaccinare prima di tutto i più anziani. Abbiamo dati buoni sugli ultra ottantenni, con l’82% di prime dosi, dati buoni anche tra i 70-80enni e tra i 60-70enni”.
CATANIA – Un passo decisivo verso il rafforzamento della sanità territoriale e l’integrazione dei servizi…
Prestiti a tasso zero fino a 10 mila euro per gli studenti di famiglie a…
Il Comune di Catania ha annunciato l'apertura dei termini per la presentazione delle domande finalizzate…
MISTERBIANCO – Una ferita aperta dal 2016 si chiude finalmente per la città. Dopo l'inaugurazione…
I detector di IA suscitano una reazione curiosa: vengono consultati spesso, ma raramente vengono accolti…
Il Festival di Cannes 2026 si presenta al pubblico con un’immagine destinata a lasciare il…
Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti per la gestione pubblicitaria. Puoi esprimere le tue preferenze sui singoli programmi pubblicitari cliccando su "maggiori informazioni". Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.
Privacy Policy