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Viaggi ai tempi del Covid, nel 2020 crollano i numeri: le mete preferite

Viaggi con Covid
Da mesi tutti fanno i conti con gli effetti negativi apportati dal Coronavirus: tra questi, spicca il crollo del numero dei viaggi organizzati e vissuti dai residenti in Italia. Un recente report Istat indica quali scelte sono state compiute dai pochi viaggiatori: scopriamole insieme, in attesa di scoprire come sarà l'estate 2021.

Lo scoppio della pandemia globale con cui ancora molti Paesi fanno i conti ha cambiato tante vite e, con esse, altrettanti dati. È il caso di quelli legati al settore del turismo in Italia.

Le restrizioni e gli appelli dei lavoratori, certo, sarebbero bastati da soli a percepire quanto il comparto in questione sia stato messo recentemente in ginocchio. Eppure, soltanto attraverso l’analisi dei numeri, è possibile comprendere a pieno quanto nette siano le differenze tra l’anno del Coronavirus ed i precedenti.

Per esempio, grazie ad un recente report Istat, oggi emerge che i viaggi intrapresi da chi risiede in Italia si sono praticamente dimezzati nel giro di un anno.

Nello specifico, nel 2020, i residenti della Penisola hanno effettuato un totale di 37 milioni e 527 mila viaggi: si tratta del 47,3% in meno rispetto all’anno precedente e dal tasso più basso registrato dall’ormai lontano 1997.

Anche i pernottamenti si riducono dell’oltre 40% (43,5% in meno, nello specifico): nel corso dell’anno da poco salutato, questi hanno raggiungo appena quota 231 milioni e 197 mila. Ma quale scopo ha spinto uomini e donne ad accantonare i timori ed a preparare le valigie?

Spostamenti per lavoro: nel 2020 grave crollo

Secondo quanto indicato dall’’Istituto nazionale di statistica, la flessione più grave si registra nell’ambito dei viaggi per motivi di lavoro. Di fatto, nel corso di dodici mesi (quelli che separato il 2019 dal 2020), si è registrato il 68% in meno di questo genere di viaggi: equivale al 6,7% degli spostamenti.

Va precisato, tuttavia, che lockdown e smartworking hanno soltanto intensificato un declino che aveva preso piede già precedentemente: basti pensare che i viaggi per lavoro registrati nel 2019 equivalgono al solo 40% di quelli intrapresi un decennio prima, nel 2009.

Le vacanze degli italiani: prima e dopo

Si prospetta una seconda estate con cautela e distanziamento come protagonisti e sarebbe lecito sperare che questa regali percentuali ben diverse da quelle recentemente prese in esame.

Di fatto, secondo il report Istat, sebbene le vacanze rappresentino ancora il motivo principale degli spostamenti nel 2020 sono state registrate circa 35 milioni di questo genere di viaggi: si tratta del 45% in meno rispetto alle 63,5 milioni del 2019.

Si preferisce il bel Paese

Il Coronavirus ha inevitabilmente cambiato la gran parte delle mete di chi ha scelto di non rinunciare ad una capatina all’agenzia di viaggi più vicina.

Come da previsioni, nel 2020 le mete estere sono state quasi completamente accantonate e questo è reso evidente da un grave -80% rispetto ai dodici mesi precedenti. Comunque, si è optato in maggior misura per l’Europa: è la Francia il Paese più visitato, seguita dalla Spagna.

Ma cosa ha determinato questa rinuncia “di massa”? Se è vero che paura del contagio, zone a colori italiane e strette ad hoc messe a punto da altri Paesi rappresentano le ragioni principali, non bisognerà dimenticare l’influenza esercitata dal celebre Bonus Vacanze.

 In effetti, negli scorsi mesi, il precedente Governo ha deciso di fornire tale incentivo riservandolo esclusivamente ai viaggiatori desiderosi di visitare le bellezze d’Italia. Gli italiani, dunque hanno deciso di avvicinarsi all’iniziativa, allontanandosi dal resto del mondo: i numeri Istat sono semplicemente lo specchio di tale decisione.

Viaggi in Italia: da dove si parte e dove si va

I numeri sono cambiati ma un dettaglio appare immutato: anche in relazione al 2020, il report decreta il Nord meta più scelta da chi risiede in Italia: qui si giunge nel 44,6% dei casi, quasi per la metà del totale dei viaggi.  E questo non sarebbe l’unico primato. Di fatto dal Nord-Est, per esempio, proverrebbe anche il maggior numero di turisti.

Il Sud raggiunge numeri quasi analoghi solo nel caso di vacanze lunghe (34,9% contro il 36,9%).

A livello regionale, se si prendessero in considerazione le sole vacanze lunghe nel corso dell’ultimo periodo estivo, andrebbero etichettate quali “aree più frequentate” Toscana e Trentino Alto Adige.

Vince l’aria aperta

Per gli italiani, marzo 2020 ha segnato l’inizio di numerose settimane all’insegna del lockdown. Aver vissuto per così tanto tempo chiusi tra quattro mura ha spinto gli italiani a optare per mete che presupponessero attività all’area aperta. Nello specifico, nel 2020 gli italiani hanno scelto il mare più che nel corso del 2019 (53,9% contro 48,8%). Quote in aumento anche per la montagna (31% nel 2020 rispetto al 26,5% nel 2019) e per la campagna (15,1% nel 2020, 9,9% nel 2019).

Quest’anno, invece, i viaggiatori cambieranno idea? Booking.com ha tentato di rispondere a questo quesito. Se è vero che, secondo una ricerca dell’agenzia di viaggi online olandese, 7 italiani su 10 si direbbero più fiduciosi in merito alle possibilità di viaggiare nel 2021, emergerebbe anche una predilizione per le località balneari del Bel Paese, destinate a superare anche le città estere.

Estate 2021: cosa cambierà?

Dal prossimo 26 aprile, gli italiani dovrebbero ricominciare a compiere i primi passi verso la normalità. Di fatto, secondo quanto già dichiarato dai vertici di Governo, verrà reintrodotta la zona gialla e, con questa, la possibilità di tornare a consumare un pasto all’interno di un ristorante e di spostarsi tra le regioni. Come? Il premier Mario Draghi non ha soltanto preannunciato il via agli spostamenti tra regioni gialle già dal prossimo lunedì ma anche l’introduzione di un “pass” con cui lasciare o raggiungere una zona arancione e rossa. Con questo si attesterà:

  • avvenuta vaccinazione. Non è, tuttavia, ancora chiaro se si faccia riferimento al completamento di quest’ultima o ad una sola dose;
  • o esecuzione di un tampone negativo (si ipotizza che il tampone venga eseguito nelle ultime 48 ore);
  • o avvenuta guarigione dal Coronavirus

Tale strumento, se realmente introdotto ed accompagnato da un calo dei contagi da Coronavirus, potrebbe permettere una nuova fioritura dei viaggi. Da tempo, poi, in Sicilia si lavora in vista della bella stagione. Negli scorsi giorni, il Presidente Nello Musumeci ha chiesto al premier Draghi “di procedere rapidamente alla vaccinazione dell’intera popolazione”, per trasformare l’Isola in un’area “Covid-free”.

La protezione del turismo delle isole minori, infine, resterebbe in cima alla lista delle priorità. Per far sì che questa estate si possa tornare a popolare questi luoghi magici, Musumeci punterebbe anche ad una campagna vaccinale della durata di tre giorni con cui proteggere lavoratori ed abitanti e rassicurare i visitatori.

A proposito dell'autore

Marzia Gazzo

Marzia Gazzo nasce a Catania il 6 giugno 1998. Studia Lettere Moderne e collabora con la testata LiveUnict da maggio 2018. Ama leggere belle parole, ascoltare storie e raccontare la verità.