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Vaccino Covid, Speranza: “I ritardi verranno superati, aumenteranno dosi”

roberto speranza
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha tracciato un quadro sulla situazione vaccini: ecco cosa ha dichiarato ieri al Senato.

Nel corso delle scorse ore, Roberto Speranza, ha tenuto un importante discorso al Senato. Oltre a precisare le date relative al DPCM, il Ministro ha rilasciato alcune dichiarazioni sui vaccini con cui sconfiggere il Coronavirus.

 “La consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato è cruciale per una buona riuscita della campagna vaccinale. L’Italia non si rassegna alla riduzione rispetto ai contratti siglati in ambito europeo che le assegnano una quota del 13,46% per ogni accordo sottoscritto – ha indicato Speranza – . Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinché si trovino le soluzioni necessarie ad aumentare la produzione”.

“Non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti – ha continuato il ministro- . Il vaccino deve essere un bene comune accessibile a tutti e non un privilegio di pochi – Inoltre dobbiamo continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale”.

Gli obiettivi

Al momento si penserebbe a concludere al più presto la Fase 1 mettendo in sicurezza operatori sanitari, ospiti delle Rsa e over 80. Obiettivi altrettanto urgenti sono tutelare le categorie più vulnerabili e vaccinare il personale della scuola e gli operatori dei servizi pubblici essenziali.

“Ai milioni di italiani che aspettano il loro turno – spiega Speranza – dico che i ritardi saranno superati e che giorno dopo giorno aumenterà la quota di vaccinati. L’Italia sarà all’altezza della sfida”.

Infine, il ministro Speranza ha voluto precisare che sono state avviate le prenotazioni e le prime vaccinazioni per il personale scolastico: ciò rappresenterebbe una priorità per alzare il livello di sicurezza delle nostre scuole e favorire la didattica in presenza”.

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