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Esame avvocato 2021, Cartabia: “Le prove saranno in sicurezza”

Esame avvocato 2021
Esame avvocato 2021: si discutono le modalità per uno svolgimento in sicurezza delle prove di abilitazione alla professione forense. Fiduciosa la nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

Sono ancora molti i dubbi intorno all’esame avvocato 2021 per l’abilitazione alla professione forense, le cui prove dovrebbero svolgersi il prossimo aprile. L’emergenza sanitaria, infatti, ha messo in stallo molti esami di Stato e concorsi pubblici già in programma e sono oltre 20mila gli aspiranti avvocati che attendono linee guida chiare. La nuova ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha fatto sapere, comunque, di essere già al lavoro e di avere molto a cuore la questione. Vediamo, quindi, quali sono le novità riguardo all’esame avvocato 2021.

Le rassicurazioni del Ministero della Giustizia

Il primo comunicato ufficiale del Ministero dopo l’insediamento della Cartabia è indirizzato proprio ai praticanti avvocati, che aspettano di ricevere informazione in merito all’esame di abilitazione. “Ho a cuore la situazione dei giovani praticanti– ha dichiarato in una nota la ministra Cartabia– stiamo studiando le modalità per garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza”.

Se tutto dovesse procedere regolarmente, quindi, le prove dell’esame avvocato 2021 dovrebbero aver luogo nei giorni in precedenza programmati e, cioè, il 13-14-15 aprile 2021. La nota del Ministero, per quanto breve, farebbe ben sperare, quindi, in merito all’espletamento delle prove in tempi brevi. Nessuna novità positiva, invece, sembrerebbe riguardare le modalità d’esame.

Esame avvocato 2021: restano le tre prove scritte

Il Ministero della Giustizia sembrerebbe non essere intenzionato a procedere a una semplificazione dell’esame di abilitazione e, quindi, la struttura delle tre prove scritte parrebbe confermata. L’esame avvocato 2021, pertanto, dovrebbe svolgersi secondo le consuete modalità, con le tre prove spalmate su altrettanti giorni, e con l’attenzione puntata, specialmente, sulle misure di sicurezza dettate dalla pandemia.

Si tratta di una vera doccia fredda per le associazioni che si erano battute per una semplificazione dell’esame, chiedendo un’unica prova scritta o un orale abilitante, proprio come nelle altre professioni.

Per quanto riguarda lo svolgimento in sicurezza dell’esame abilitante alla professione di avvocato, circa dieci giorni fa, l’Organismo congressuale forense aveva approvato una proposta con la quale, pur mantenendo le tre giornate, di chiedeva una moltiplicazione delle Sottocommissioni. Passando dalle 27 del 2019 a 130, secondo l’Ogf si sarebbe potuto garantire la sicurezza dei candidati, distribuendoli sul territorio. Si tratterebbe, tuttavia, di un’ipotesi di difficile applicazione, poiché richiederebbe l’individuazione di altrettanti sedi fisiche.

 

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