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Coronavirus, AIFA: “Più ansiolitici venduti durante la pandemia”

Un'inchiesta dell'AIFA mostra che il consumo degli ansiolitici, nei mesi della pandemia, è cresciuto in maniera esponenziale: i dati e le cause.

Secondo quanto emerge dal “Monitoraggio dell’acquisto dei farmaci durante la pandemia Covid-19”, consultabile sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la pandemia sembra aver influenzato l’acquisto di farmaci, anche quello di chi non è stato direttamente colpito dal virus: si sono venduti, infatti, più ansiolitici.

Il consumo di questi, grazie al confronto con i dati emersi dal monitoraggio dell’anno 2019, risulta nettamente in aumento: sintomo, questo, della condizione stressante che l’emergenza epidemiologica ha imposto sulla popolazione, con tutte le problematiche, economiche e sociali, a questa relative.

Sembra, al contrario, ridotto il consumo di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), come l’ibuprofene, anche se l’Agenzia europea dei medicinali, a seguito della diffusione di una serie di notizie, ha tenuto a specificare che non vi sono prove scientifiche su una correlazione con il peggioramento della malattia da Covid-19.

Diminuito anche l’uso di farmici utili per la disfunzione erettile e i contraccettivi d’emergenza: “hanno mostrato una riduzione significativa d’uso tra marzo e maggio 2020″, di pari passo con i cambiamenti imposti dal virus alle relazioni sociali”.

L’acquisto di farmaci sottocutanei e orale, invece, ha compensato la riduzione dell’acquisto di farmaci oncologici endovena, che sono somministrabili nei reparti di oncologia in regime ambulatoriale o di day hospital.

 

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