Conte si aspetta un indice di contagio nazionale pari a 1. Alcune regioni, attualmente in zona rossa, già da oggi potrebbero assistere ad un allentamento delle restrizioni.

La mappa delle regioni prima dei nuovi provvedimenti.
“Mi aspetto un Rt che è arrivato all’1” ha dichiarato il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata al TG5, facendo inoltre intravedere la possibilità che molte regioni, attualmente in zona rossa, possano entrare in una fascia di rischio più bassa, arancione o gialla.
Ulteriori precisazioni in merito giungono da Attilio Fontana, governatore della regione Lombardia, che ha asserito: “La Lombardia rientra, da due settimane, pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione, ma il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa”.
Sebbene per alcune regioni, già da oggi, sia disposto il passaggio in una zona con restrizioni meno pesanti, i governatori chiedono al governo di non riaprire le scuole; nel corso della riunione tra i ministri Boccia, Speranza e i singoli presidenti delle regioni, come ha dichiarato Giovanni Toti, le regioni hanno esplicitamente chiesto di “procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”.
Tema discusso nel corso dell’incontro anche quello relativo all’apertura delle piste da sci: si pensa di chiudere le frontiere, se sarà confermato il divieto di aprire gli impianti da sci, così da evitare la concorrenza di quei Paesi che invece ne consentiranno l’apertura. L’Austria si è detta, inoltre, contraria all’iniziativa europea, attualmente in lavorazione in Germania e in Francia, che prevede la chiusura di piste e impianti sciistici durante le festività e la Svizzera, in ogni caso, ne rimarrebbe esclusa, dal momento che non fa parte della UE.
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