Manovra 2020: stop a contributi per chi assume giovani a tempo indeterminato

Manovra 2020 per dar respiro alle imprese nell'attuale situazione economica: ci sono anche delle misure rivolte ai giovani e al mondo del lavoro.

Manovra 2020: continua l’incontro-scontro fra il Governo e le principali sigle sindacali. L’esecutivo non ha avuto neanche il tempo di approvare in consiglio dei Ministri il disegno di legge della prossima manovra economica che i sindacati minacciano uno sciopero di tutto il comparto pubblico. Nello specifico Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl si aspettavano più interventi, come il rinnovo dei contratti scaduti e nuove assunzioni, ma non avendo ricevuto a loro dire adeguate risposte alle richieste si intraprende la strada dello sciopero.

Ciò è emerso dopo l’incontro in serata fra i tre segretari confederali, Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Pierpaolo Bambardieri (Uil) e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla presenza anche dei ministri, Roberto Gualtieri per l’Economia, Nunzia Catalfo per il Lavoro e Stefano Patuanelli per il Mise. Molti i momenti di tensione fra i gruppi, a partire dalla diretta Facebook della Uil. Il governo è stato accusato di mettere in campo interventi insufficienti per il mondo del lavoro, oltre che il mancato confronto, a detta delle sigle sindacali, dovuto alla diffusione sui canali social della manovra prima di essere approvata. Il Premier Conte dal canto suo ha specificato di non aver mai parlato di concentrazione e che spetta al governo scrivere la manovra.

Manovra 2020: le novità su giovani e lavoro

Durante il dibattito è stato il ministro Gualtieri invece a parlare di “manovra orientata alla crescita, all’occupazione, alla coesione sociale, con un focus su giovani, donne e Mezzogiorno”, che permetterà un “potenziamento sia sul 2020 sia sul 2021, attraverso lo scostamento di bilancio”. La manovra prevede 5,3 miliardi di euro per altre 12 settimane di cassa integrazione Covid fino al 31 marzo e viene confermato il blocco dei licenziamenti fino a marzo, come richiesto proprio dai sindacati.

Ma l’elemento centrale sembra essere lo stop ai contributi per ben tre anni per chi assume a tempo indeterminato giovani fino ai 35 anni, e per chi assume donne nel biennio 2021-2022. Previsti anche 500 milioni di euro per le politiche attive del lavoro e soprattutto la possibilità di rinnovo dei contratti a tempo determinato fino al prossimo 3 marzo 2021, senza le causali del decreto Dignità. Le aziende inoltre potranno usufruire di “Transizione 4.0”, un piano da 24,8 miliardi di euro che prevede crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali e beni immateriali. È confermato il fondo Garanzia per le Pmi, l’assegno unico per le famiglie a partire da luglio e verranno infine prorogati i bonus mobilità, mobili, verde e vacanze.

Previsti nella manovra 2020 anche fondi per dar respiro alla sanità pubblica. 4 miliardi nel biennio 2021-2022 per assumere medici e infermieri (a tempo determinato) e per gli aumenti di stipendio, e ulteriori 400 milioni di euro per comprare vaccini e farmaci anti Covid.

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