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Coronavirus, allarme dell’Iss: “Bisogna rimanere a casa, indice contagi in aumento”

ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il rapporto settimanale dell'Iss evidenzia un peggioramento rispetto alla scorsa settimana. Preoccupazione per l'aumento dei casi in alcune regioni.

I report dell’Istituto superiore di sanità sono sempre più allarmanti da settimane. Dalla crescita di casi ad agosto alla ripresa delle lezioni a scuola a settembre, l’Iss ha continuato a tenere alta l’attenzione e a chiedere agli italiani e in particolare al governo di fare altrettanto. Adesso arriva un ulteriore invito, ancora più forte dei precedenti.

Diventa, infatti, “fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine“.

L’indice Rt nazionale è arrivato a 1,5. Un dato preoccupante, specie per alcune regioni, che, si legge nel report, “indica una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale, con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni e province autonome”.

In Italia, l’ultimo bollettino riporta oltre 19 mila casi di contagio e 91 morti. Numeri che potrebbero ulteriormente aumentare, facendo segnare picchi di casi mai raggiunti finora. Alla luce di ciò,  il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza consiglia di “limitare le uscite da casa allo stretto necessario” e di “continuare a tenere comportamenti prudenti”. Nel frattempo, diverse regioni si stanno muovendo in autonomia, preparandosi al lockdown regionale, come la Campania, o annunciando chiusure parziali, come in Sicilia.