La storia del torrone: origini e varianti nel mondo dal Sudamerica alle Filippine

Amatissimo dolce tradizionale, il torrone ha una storia tanto lunga quanto enigmatica. A quando risale la sua origine? E come cambia la ricetta, fuori dall'Italia?

Con l’arrivo del mese di ottobre, la Sicilia si trasforma: comincia il periodo delle castagne, dell’uva, dei mandarini, persino delle rame di Napoli, sempre più presenti di vetrina in vetrina con il passare dei giorni. Le città si riempiono di odori, di delizie da gustare non solo con gli occhi.

Con lo scattare di ottobre, però, accade anche quello che per molti è l’inevitabile: si comincia a pensare al Natale. Non è infatti raro, soprattutto verso la fine del mese, trovare in vendita le prime decorazioni. Ed è probabilmente a seguito di questo postulato che, nelle città siciliane, non è difficile trovare dei venditori di torrone.

Il torrone, infatti, è il dolce tipico del periodo natalizio. Ma non solo: non è raro trovare, qua e là, venditori di torrone che mettano in vetrina ance  del tipico dolce siciliano, tradizione che si passa ormai di generazione in generazione. Ma a quando risalgono le origini del torrone? E cos’è, il torrone, per gli altri paesi del mondo?

Le origini del torrone

Le origini di questo delizioso dolce tipico, sono tuttora sconosciute. Da una parte, infatti, è possibile trovare tra gli scritti di Marco Terenzio Varrone la descrizione del cuppedo, termine che poi si sarebbe evoluto in cubaita, nome del classico torrone di Caltanissetta.

Dall’altra, invece, il termine turun appare nel Libro dei medicinali semplici, trattato dell’XI secolo scritto da Abenguefith Abdul Mutarrif, dove viene descritta una ricetta lontanamente somigliante alla versione attuale del torrone. E ancora, il termine appare nel Libro delle vivande, di Muhammad ibn al-Ḥasan Ibn al-Karīm: stavolta, però, si fa riferimento alla versione “bianca” del dolce tipico, ottenibile mediante la lavorazione dello zucchero, al quale dopo la lavorazione possono essere aggiunti pistacchi o mandorle.

Un’ultima tradizione, tra l’altro tra quelle più diffuse, riguarda la città di Cremona. Il primo torrone sarebbe apparso alla festa di nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, il 25 ottobre del 1441. Il nome proverrebbe dal Torrazzo, simbolo della città, nelle vicinanze del quale ha luogo ancora oggi la Festa del Torrone.

La notizia, tuttavia, non può essere considerata del tutto certa: la prima testimonianza che si ha riguardo al torrone, infatti, risalirebbe a quasi un secolo dopo, nel 1543, avutasi con l’acquisto di una quantità del dolce da donare a delle autorità.

Il torrone nel mondo

Anche il torrone, così come la cassata, cambia al di fuori della tradizione italiana. Si parta dalla variante più vicina: in Perù, ad esempio, si preferisce preparare la versione morbida, aromatizzata con l’anice, diffusissima durante il periodo della processione del Señor de los Milagros, ad ottobre.
Nelle Filippine, il torrone comincia a perdere i suoi connotati tipici. Viene, infatti, conosciuto col nome di cashew: consiste in un impasto di marzapane e anacardi, avvolto poi in una cialda bianca. Il Turrón de ajonjolí portoricano, invece, contiene sesamo bianco e nero tostato (o mandorle, semi di girasole, cocco), cannella in polvere, succo di limone: il tutto viene tenuto insieme da un impasto di zucchero di canna caramellato e miele.
A Cuba, infine, esiste il torrone de maní, fatto di arachidi, in due versioni: blando, ovvero arachidi tritate finemente e tagliate in barrette tenute insieme da un impasto di zucchero di canna, e duro, arachidi intere, anch’esse tagliate in barrette tenute insieme da un impasto di zucchero caramellato e miele.
Il torrone, insomma, esiste anche oltreoceano, seppur in varianti spesso diverse dalla ricetta originale. Seppur avendo origini non ancora chiare, questo dolce è stato capace di unire tradizioni, alle volte diversissime tra di loro, ovunque in tutto il mondo. Una vera e propria “bomba calorica” intrisa di storia e amatissima in ogni dove: pronti ad addentare un vero e proprio pezzo di storia?
Cristina Maya Rao

Classe '97, frequenta il corso di Laurea Magistrale in Scienze del Testo per le Professioni Digitali. Ama parlare di storia e cultura siciliana, ma anche di musica, arte, astronomia ed eventi: mentre scrive, impara sempre qualcosa di nuovo.

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Cristina Maya Rao

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