“Noi, penalizzati dall’Università di Catania per il voto di diploma”: la lettera aperta di Giulia

Continuano le polemiche dopo la pubblicazione delle graduatorie da parte dell'Università di Catania. La redazione di LiveUnict ha ricevuta una lettera aperta da parte una studentessa.

Quest’anno per iscriversi ai corsi di studio a numero programmato locale dell’Università di Catania è stato adottato un metodo alternativo a quello dei test di ammissione per evitare assembramenti: è stato preso come parametro il voto dell’esame di maturità e tramite quello sono state stilate le graduatorie. La soluzione ha destato non poche polemiche: il voto di maturità non racchiude la preparazione di uno studente, ma evidentemente per l’Università di Catania si. A tal proposito in queste ore abbiamo ricevuto la lettera aperta di Giulia, una dei tanti ragazzi che non è riuscita a classificarsi nella graduatoria per via del suo voto di diploma.

 “Mi chiamo Giulia Scaglione, classe 1994, diplomata all’Istituto Tecnico Aeronautico, con 81/100, nel 2013. Al momento disoccupata ma con tanti sogni nel cassetto, uno fra i più importanti è quello di studiare alla facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche. Purtroppo, quest’anno la pandemia ha portato un po’ di caos in giro per il mondo, anche sotto il punto di vista dell’istruzione”.

Inizia così la lettera di Giulia, che ha raccontato anche la sua scelta di iscriversi soltanto ora all’Università, seppur si sia diplomata sette anni fa. Assieme al suo ragazzo hanno deciso di partire in Australia per lavoro, col fine di racimolare qualcosa da investire nel proprio futuro universitario. Non ho potuto affrontare prima gli studi perché impossibilitata a livello economico, dunque, solo quest’anno ho deciso di provare. Avevo già comprato tutti i libri per prepararmi ai test di settembre, ero convinta che li avremmo fatti, come tutti gli anni, ma con qualche precauzione in più. Ma a quanto pare le cose sono cambiate quest’anno”.

Così quest’estate Giulia e tanti altri ragazzi desiderosi di intraprendere la vita universitaria hanno visto sfumare il loro desiderio. Credevano che avrebbero affrontato una nuova esperienza a partire da settembre, scegliendo l’ateneo della propria città, ma così non è stato. Per quest’anno, infatti, i ragazzi che non sono rientrati nelle graduatorie resteranno a casa e dovranno optare per un piano B.

Giulia confida che “in un primo momento, egoisticamente, ho creduto che, avendo un voto né troppo basso e né troppo alto, avrei avuto la possibilità di entrare. Ci speravo. Dopo tante batoste pensavo sarebbe arrivato anche il mio momento presto. E invece no”.

Molte università italiane hanno adottato strategie differenti, anche per evitare l’eterna polemica del voto di maturità. “Ritengo che non sia stato il modo giusto per accedere all’università. Perché non un test d’ingresso online? Sicuramente avrei avuto non poche difficoltà ad entrare, ma se non fossi entrata sarebbe stata un mia responsabilità. Soprattutto sarebbe stato meritocratico, cosa che il voto di diploma spesso non è”. O tutti o nessuno. Giulia pensa che tale misura doveva essere estesa a tutti i test.Dove sta il diritto allo studio? E soprattutto, perché alcune facoltà si sono svolti i test in presenza? Ci sono facoltà di serie A e serie B?

“Mi sento amareggiata e frustrata. – continua nella lettera – Qualcuno ha deciso per me quale sarà il mio e quello di tante altre persone. Quest’anno ci sono state molto agevolazioni nelle scuole, professori interni agli esami, niente esami scritti, solo un orale. E io, classe 1994, diplomata con 81/100 nel 2013, dopo aver sostenuto prove scritte e prove orali come vengo agevolata? Magari avranno pensato che la pandemia sarebbe rientrata tra queste. Non lo è stata per niente!”

Così Giulia ha deciso di denunciare queste modalità pubblicando la sua missiva, che è stata sottoscritta anche da altri ragazzi che sono stati scartati per il voto di maturità. “Ho pensato di radunare quante più persone possibili per farci sentire, magari con un ricorso. Non lo faccio solo per me, ma anche per tutti quei ragazzi che credono nei propri sogni e che  hanno sbattuto contro questo portone con scritto su: ‘Ritenta! Forse l’anno prossimo non ci sarà la pandemia!'”

Hanno sottoscritto la lettera, scrivendo anche i propri voti di diploma: Eliana Classe 1998 80/100, Benedetta Classe 1995 85/100, Noemi Classe 1997 83/100, Erika Classe 2001 70/100, Aziza Classe 2000 72/100, Maria Classe 2001 82/100, Arianna Classe 2000 70/100, Roberta Classe 2000 70/100, Sabrina Classe 2000 75/100, Chiara Classe 2000 72/100, Francesca Classe 2000 100/100 e lode, Beatrice Classe 2001 80/100, Vera Classe 2001 75/100, Simone Classe 2002 77/100, Cristina Classe 1997 73/100 e Sebiana Classe 2000 90/100.

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