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Tredici università britanniche rischiano la bancarotta: l’allarme dell’IFS

A condurre lo studio e a lanciare l'allarme è stato l’Institute for Fiscal Studies: gli Atenei britannici si trovano in grave pericolo a causa dell'insolvenza, soprattutto quelli maggiormente legati alla presenza di studenti stranieri.

Le università del Regno Unito annaspano dopo la crisi seguita all’emergenza sanitaria: i dati statistici rilevati da uno studio finanziario preannunciano un pericolo di fallimento piuttosto concreto.

A condurre lo studio e a lanciare l’allarme è stato l’Institute for Fiscal Studies: gli Atenei britannici si trovano in grave pericolo a causa dell’insolvenza, soprattutto quelli maggiormente legati alla presenza di studenti stranieri.

L’epidemia ha infatti impattato in maniera estremamente negativa sul settore della formazione, riducendo le iscrizioni e, di conseguenza, le entrate finanziarie delle istituzioni scolastiche.

A grosso rischio di fallimento sono tredici università: ecco le ragioni della crisi.

Rischio di fallire: lo studio

La prospettiva di insolvenza a seguito della crisi per il Coronavirus è molto realistica almeno per tredici università britanniche (di cui non vengono fatti i nomi). Solo un intervento del Governo potrebbe salvare gli istituti, riporta lo studio IFS (Institute for Fiscal Studies).

Le università di alto rango con un gran numero di studenti internazionali stanno affrontando il più grande calo di entrate, ma la crisi colpisce anche gli istituti meno prestigiosi. L’analisi sottolinea che la ricaduta economica dell’epidemia, “rappresenta una significativa minaccia finanziaria” per l’istruzione superiore del Regno Unito.

La dimensione totale delle perdite del settore si aggira tra i 3 e i 19 miliardi di sterline, ovvero fra il 7,5% e quasi il 50% del reddito annuo del settore. Secondo i ricercatori la crisi universitaria potrebbe avere un valore di 11 miliardi di sterline, pari a un quarto delle entrate annue del settore.

Le cause della crisi

Dall’imposizione delle misure di lockdown in Regno Unito e in tutto il mondo è scaturita una sequenza di fattori che hanno influito negativamente sulle università, che hanno registrato:

  • meno iscrizioni studentesche internazionali;
  • meno entrate da alloggi per studenti, conferenze e catering;
  • perdite su investimenti a lungo termine

Tre ambiti fondamentali per le entrate degli istituti, che hanno visto anche allargarsi il deficit dei regimi pensionistici gestiti dalle università durante il periodo della pandemia.

Quali università verso la bancarotta?

Lo studio sul rischio fallimento delle università mostra che esistono delle differenze tra i vari istituti.

Le università con molti studenti internazionali che hanno anche obbligazioni pensionistiche sono spesso istituti di rango superiore, con grandi riserve finanziarie e la possibilità di alleviare le perdite ammettendo un numero maggiore di iscrizioni dal Regno Unito. A risentire di questo andamento, però, potrebbero essere le università meno attraenti e selettive, i cui potenziali studenti potrebbero divenire risorse di altre università.

Non sarebbe possibile recuperare il denaro perduto nemmeno attuando significativi licenziamenti, avvertono i ricercatori, e, come se non bastasse, la qualità dello studio risentirebbe negativamente dei tagli.

Un salvataggio mirato a evitare il fallimento di queste istituzioni sembrerebbe essere la soluzione più efficace e potrebbe costare solo 140 milioni di sterline al Governo. Inoltre, il Dipartimento per l’Istruzione ha affermato che un pacchetto di riforme annunciato a maggio consente alle università del Regno Unito di accedere a programmi di sostegno alle imprese e al settore occupazione. In più, le università focalizzate sulla ricerca in tutto il Paese vedranno l’80% delle tasse perse dagli studenti internazionali coperte dal Governo, insieme alla disponibilità di 280 milioni di sterline per finanziamenti extra per la ricerca.

Tuttavia, l’allarme permane e il rischio fallimento di università preoccupa fortemente il Regno Unito. La situazione precaria, infatti, mina un settore cruciale e fondamentale, quale l’istruzione superiore che spesso è considerata un’eccellenza della nazione.

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