Un investimento pari a 7 milioni di Euro: è quello che prevede l'Università di Catania per incentivare la ricerca scientifica dell'Ateneo.

Oltre 7 milioni di euro per supportare la ricerca nei dipartimenti e nelle strutture dell’Università di Catania. E’ questo lo stanziamento attivato attraverso la prima annualità del nuovo Piano di incentivi per la Ricerca 2020-22 varato dall’Ateneo catanese in questi giorni, che si articola in cinque linee di intervento, due delle quali introdotte per la prima volta.
“È un investimento importante – sottolinea il rettore Francesco Priolo –: Unict investe ben 7 milioni e 450 mila euro per sostenere e consolidare le linee storiche di ricerca e, al tempo stesso, promuovere l’innovazione tecnologico-scientifica e valorizzare il contributo dei giovani ricercatori. La logica adottata dalla ‘cabina di regia’ sulla Ricerca d’Ateneo coordinata dal prof. Salvo Baglio è inoltre quella di incentivare soprattutto le caratteristiche di collaborazione e interdisciplinarità, elementi essenziali e distintivi della qualità dei progetti di ricerca”.
La prima linea di intervento è CHANCE, che sostiene e incentiva la partecipazione a bandi competitivi nazionali e internazionali. La seconda riguarda la ricerca di dipartimento ed è la parte più corposa del piano, con oltre 6 milioni di euro disponibili per sostenere e incentivare l’elaborazione delle strategie di ricerca scientifica specifiche delle varie strutture dipartimentali. Quindi ci sono i fondi per sostenere e incentivare le attività di ricerca e scavo delle missioni archeologiche in Italia e all’estero.
Le due novità riguardano le linee Open Access e Starting Grant. Attraverso la linea Open Access si intende supportare e incentivare la pubblicazione di lavori scientifici di elevata qualità su riviste o collocazioni editoriali di prestigio in modalità accessibile a tutti, così da incrementare la visibilità degli autori e dell’Università stessa.
La linea di intervento Starting Grant intende invece stimolare la progettualità e promuovere la crescita e l’autonomia scientifica dei giovani ricercatori. Attraverso di essa si intende infatti supportare la presentazione autonoma di progetti di ricerca da parte di Ricercatori a tempo determinato (di tipo B) attualmente in servizio e che prenderanno servizio presso il nostro Ateneo nel corso dell’anno 2020.
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