È ancora ferma la cassa integrazione, prevista dal decreto governativo, in Sicilia. Spunta anche il sospetto di un "bonus" ai dipendenti pubblici siciliani.

È ancora mistero sul “pizzino“, firmato dalla Regione Sicilia e da alcune sigle sindacali, in cui si concederebbe un “bonus” ai dipendenti della Pubblica Amministrazione isolana, perché evadano il maggior numero di richieste di cassa integrazione. In base all’accordo, i dipendenti pubblici siciliani riceverebbero dieci euro, poi scalati a otto, per ogni pratica evasa.
“Siamo in un momento delicatissimo per tutto il Paese – afferma la ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone – e mi lascia attonita apprendere della richiesta di ulteriori bonus retributivi da parte dei sindacati dei dipendenti della Regione siciliana per lo sblocco delle pratiche sulla cassa integrazione in deroga“.
“Soltanto nell’isola circa 130mila persone attendono l’erogazione di una così importante misura messa in campo dal governo. La pubblica amministrazione in queste settimane, come ho più volte detto, deve essere motore della ripartenza del Paese. E non può permettersi di avanzare col ‘freno a mano tirato’ – avverte la ministra -. Ho attivato quindi l’Ispettorato del Dipartimento Funzione Pubblica per avere chiarimenti in merito alla vicenda“.
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