Medicina e Salute

Pandemia, da domani al via la sperimentazione del vaccino sull’uomo

vaccino coronavirus
I primi cinquecento volontari, tra Londra, Bristol e Southampton verranno sottoposti al vaccino anti-Covid nella giornata di domani, in un laboratorio in Inghliterra. Se il vaccino, messo a punto da scienziati italiani e inglesi, dovesse funzionare si potrebbe partire già da settembre.

Inizieranno domani in Inghilterra i test accelerati del vaccino Anti-Covid sull’uomo e, in particolare, su 550 volontari sani. Il vaccino è stato messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University. Ad annunciarlo era stato l’ad di Irbm Piero Di Lorenzo: “Si prevede di rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”.

Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in Inghilterra aveva spiegato Di Lorenzo all’ANSA qualche giorno fa – ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci“.

Intanto la comunità scientifica si lascia andare ad un cauto ottimismo. Tanto che alcuni scienziati dell’Università di Oxford già parlano di 80% di possibilità di riuscita e il Jenner Institute dello stesso ateneo ha già detto ok alla produzione di un milione di dosi pronte per l’autunno – si parla di settembre – anche se il vaccino deve essere ancora sperimentato. Con il rischio di sprecare soldi e risorse.

È la prima volta che nel Regno Unito si sperimenta un potenziale vaccino contro il Covid-19 sugli umani.  Il potenziale vaccino sviluppato dagli scienziati inglesi e italiani si chiama “ChAdOx1 nCoV-19” e deriva dall’adenovirus che, come specifica anche la Repubblica, è un virus blando tipico degli scimpanzé, ma geneticamente modificato. Questo adenovirus porta con sé una parte del coronavirus e, una volta immesso nell’essere umano, potrebbe sviluppare – questa è la speranza – una risposta immunitaria preventiva nell’organismo per riconoscere il Covid 19 e possa sconfiggerlo.