I dispositivi sono stati consegnati ad ogni Comune del Parco, adesso toccherà alle amministrazioni collocarli e dissuadere chi sporca il territorio dell'Etna, nella speranza che in futuro non si verifichino più casi di sporcizia e di microdiscariche abusive.

L’Etna è un patrimonio naturale inestimabile, danneggiato però da alcuni incivili che ripetutamente utilizzano il vulcano più alto d’Europa come discarica abusiva. L’andazzo, tuttavia, non durerà molto. Il Parco dell’Etna ha infatti acquistato cento foto trappole che presto verranno poste nelle zone a rischio, per contrastare i reati ambientali. I dispositivi, consegnati ad ogni Comune del Parco, verranno collocati dalle Amministrazioni, con il supporto dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania, in aree colpite dall’abbandono dei rifiuti.
L’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania fornirà supporto nella individuazione delle aree di collocamento delle foto trappole, nel controllo e nella verifica delle sanzioni. I Comuni, inoltre, individueranno le figure adatte per la gestione tecnica.
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