Da sempre tra i dolci della tradizione, le golosissime olivette di Sant'Agata sono un tripudio per le papille gustative. Ma come nascono?

L’inizio dell’anno, per ogni catanese, non segna la fine delle feste bensì l’inizio di una delle più grandi, caratterizzata anche da scorpacciate di dolci tipici come le olivette di Sant’Agata. Durante questo periodo le pasticcerie sono un tripudio: è possibile trovare le minnitte, così come le famose olivette di Sant’Agata. Ma come sono fatte, queste ultime? Da dove nascono? Scopriamolo insieme.
Sono molteplici le versioni della storia della santuzza che vedono protagoniste l’ulivo, simbolo da sempre di pace e rigenerazione. Tre, in particolare, sono le più narrate:
Qualsiasi versione della tradizione si sia sentita raccontare, l’ulivo rimane importante; i catanesi, infatti, ne cominciarono a raccogliere i frutti subito dopo il martirio di Agata, per donarli, conservarli e celebrare l’inizio del risveglio della natura, in un periodo che va man mano verso la primavera.
Le olivette di Sant’Agata sono dolci tipici che richiamano la tradizione: dal tipico colore verde, sono zuccheratissime, talvolta ricoperte da uno strato di cioccolato. La ricetta originale proviene dalle suore del Monastero di Santa Caterina nel Palermitano: questo perché il culto di Agata, fino al ‘700, era più forte di quello di Santa Rosalia.
Secondo la ricetta, servono come ingredienti: colorante alimentare in polvere verde, 1 cucchiaio di liquore, 150g di mandorle spellate e 150g di zucchero semolato. Dopodiché, vi sono tre step:
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