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Leonardo Sciascia: ritratto di un eclettico intellettuale siciliano

Nell'elenco dei più illustri scrittori siciliani non può certo mancare il nome di Leonardo Sciascia. Letterato, saggista e giornalista, divenne una figura di spicco in Italia e in Europa e l'8 gennaio ricorre l'anniversario della sua nascita.

Leonardo Sciascia fu un intellettuale a tutto tondo. Non solo scrittore di romanzi, nel corso della sua vita ebbe modo di vivere esperienze, lavorative e non, di diversa natura: fu infatti anche autore di numerosi saggi e per un periodo svolse l‘attività giornalistica, dedicandosi spesso anche ad inchieste su argomenti storici o contemporanei che lo interessavano. Ma non finisce qui: Sciascia visse anche l’esperienza di intraprendere la carriera politica e al contempo di dedicarsi all’arte del teatro. Nel giorno della sua nascita, ecco un ritratto dell’autore attraverso i punti principali della sua vita.

Sciascia: vita e caratteristiche

Leonardo Sciascia nacque l’8 gennaio del 1921 a Racalmuto, comune nella provincia di Agrigento che nel periodo in cui visse lo scrittore era particolarmente attivo a livello minerario. La stessa famiglia di Sciascia era infatti legata alle miniere di zolfo della zona, dove il padre e il nonno dell’autore avevano lavorato.

Sin dall’inizio della sua vita, Sciascia fu immerso in un ambiente pregno di stimoli letterari: suo insegnante di scuola fu infatti Vitaliano Brancati, il quale fu fondamentale per la formazione culturale dello scrittore siciliano, suggerendogli numerose letture legate principalmente all’illuminismo che scolpirono le caratteristiche del futuro Leonardo Sciascia.

Sciascia fu infatti una figura eclettica, che si dedicò a diverse attività e passioni. Può essere quindi facilmente definito come un “uomo del Novecento”, pieno di interessi, guidato dalla ragione e quindi spesso critico nei confronti degli eventi del suo tempo. Ebbe anche modo di scrivere per diversi giornali del tempo: dal quotidiano della città di Palermo “L’Ora” al “Corriere della Sera” passando per “La Stampa”, la sua attività giornalistica fu spesso legata al tema della mafia e della lotta ad essa, principalmente sviluppata nella forma dell’inchiesta. Nel corso della sua carriera, emerse spesso il suo particolare coinvolgimento e interesse per l’opera di Pirandello, con il quale lo scrittore condivideva l’approccio alla vita vista come impossibile da descrivere pienamente in quanto non oggettiva.

L’esperienza politica

Oltre l’esperienza letteraria e quella giornalistica, Sciascia ebbe anche modo di immergersi nella politica italiana del suo tempo che fu da lui stesso tanto criticata. Iniziò questo percorso candidandosi alle comunali di Palermo nel 1975 con il Partito Comunista Italiano nello stesso anno in cui si candidò un altro artista del Novecento siciliano: Renato Guttuso.

Tuttavia, dopo soli pochi anni, Sciascia abbandonò l’incarico politico ottenuto nel PCI esprimendo la sua totale opposizione al noto compromesso storico tra il su partito e la DC che ha caratterizzato la politica italiana degli anni Settanta.

Lo scrittore fu anche particolarmente coinvolto dalla vicenda di Aldo Moro. A tal proposito pubblico “L’affaire Moro” e ritornò in politica accettando la proposta dei radicali e ottenendo il posto di deputato della Camera. In quella occasione, Sciascia ebbe modo di indagare sulla strage di via Fani e sull’intero caso Moro, entrando a far parte della Commissione Parlamentare d’inchiesta e schierandosi pienamente dalla fazione “possibilista”, vale a dire quella propensa alla negoziazione con i terroristi rapitori di Moro in favore del politico. Un’altra celebre vicenda che lo vide particolarmente coinvolto a livello politico fu il clamoroso errore giudiziario del caso Tortora, con il quale Sciascia aveva un’amicizia di lunga data.

La statua di Sciascia a Racalmuto

Sciascia: la produzione letteraria

Leonardo Sciascia vanta senza alcun dubbio una quantità enorme di elaborati prodotti, molti dei quali riscossero grandissimo successo al momento della pubblicazione e continuano a farlo a fronte della concorrenza contemporanea. Oltre ad essere piuttosto vasta, l’opera di Sciascia è decisamente varia in contenuti e forme letterarie e linguistiche. Emerge in ogni caso una predilezione per il genere poliziesco e d’inchiesta, sia nei romanzi che nell’attività giornalistica.

Tuttavia, anche la storia ha svolto un ruolo importante nella carriera letteraria di Sciascia, il quale spesso si è dedicato a casi del tempo passato per dare vita alle sue opere. È per esempio il caso de “Il consiglio d’Egitto”, romanzo ambientato in una Palermo della fine del Settecento e ispirato a dei fatti realmente accaduti.

Un altro tema che ha particolarmente interessato Sciascia è sicuramente quello della mafia, e della lotta a questo grande male presente in Sicilia e, come poi lo stesso scrittore evidenzierà, anche nello Stato italiano. A tal proposito è impossibile non citare quella che è considerata come l’opera maggiore di Sciascia, vale a dire “Il giorno della civetta”, anche in questo caso scritto ispirandosi ad un fatto vero: l’omicidio da parte di Cosa Nostra di Accursio Miraglia, sindacalista comunista, evento che segnò l’inverno del ’47 di Sciacca.

Il rapporto con la Sicilia

Quello che è certo è che la terra d’origine dello scrittore ne ha segnato la formazione e l’attività letteraria e lavorativa. La Sicilia è infatti sempre presente nelle opere di Sciascia, che si tratti dello sfondo, della ambientazione o dei tratti di sicilianità che emergono nei caratteri dei personaggi dei racconti.

D’altra parte, secondo quanto lo stesso Sciascia dichiarò, la Sicilia poteva essere intesa come una manifestazione metaforica del mondo intero, data la quantità e varietà dei problemi che la caratterizzano e che sono presenti non solo sul territorio nazionale ma anche su quello internazionale. Ma in generale, tutta l’attività letteraria di Sciascia ha avuto alle spalle la forte base siciliana: la tradizione della famiglia, le contraddizioni degli abitanti dell’isola e il loro destino a non poter decidere per loro stessi, trovandosi sempre ad essere oggetto di diverse dominazioni.

Ecco quindi che è impossibile non citare “A ciascuno il suo”, “Candido, ovvero Un sogno fatto in Sicilia”, “L’antimonio” e ancora “Le parrocchie di Regalpetra”, tutte opere in cui la presenza della Sicilia nelle sue diverse forme è più che evidente, oltre ad essere estremamente caratterizzante. Così come lo fu per lo stesso Sciascia.