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Premio Asimov 2019, vince il prof. Maffei: “La cultura è un farmaco senza effetti collaterali”

Il vincitore del Premio Asimov 2019 è Lamberto Maffei, neurobiologo autore del testo "Elogio della parola". Ecco l'intervista di LiveUnict al professor Maffei e il resoconto della cerimonia finale dell'evento che premia la divulgazione scientifica.

Si è svolta nell’Aula Magna del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania la serata finale del Premio Asimov 2019. Il vincitore di questa quarta edizione è il neurobiologo e professore emerito alla Normale di Pisa Lamberto Maffei, il quale ha ottenuto la vittoria con il suo libro “Elogio della parola“. Alla presenza di alcuni studenti delle classi partecipanti all’iniziativa, il professore ha parlato del suo libro che tratta il tema della parola in un mondo dove se ne fa sempre meno uso, preferendo ad essa la comunicazione mediata dagli smartphone. Ecco il racconto dell’evento.

L’intervista al professor Maffei

Il vincitore del premio Asimov per l’anno 2019 ha risposto ai microfoni di LiveUnict parlando del risultato ottenuto e del contenuto del suo libro. L’importanza di questa vittoria è quella di essere stato valutato positivamente e scelto dagli studenti“, ha dichiarato il professor Maffei. “Non credevo proprio di vincere” , ha poi continuato il vincitore con un sorriso.

Riguardo al testo da lui prodotto sulla rilevanza della parola in un mondo connesso come il nostro, il professore ha dichiarato che la tecnologia può certamente rappresentare un vantaggio, ma il suo rapporto con la parola ha inevitabilmente degli effetti collaterali. “La parola è quello che ci distingue – continua il professore -. Uno degli effetti collaterali ai quali mi riferisco è la perdita del contatto umano: quando ci si abbraccia si diventa un corpo solo, mentre la comunicazione mediata tramite strumenti quali smartphone prevede necessariamente una separazione tra i corpi degli interlocutori” ha concluso il professore.

È quindi fondamentale rivalutare il contatto umano nel rapporto con le persone che ci circondano. “Io penso che bisognerebbe guardarsi allo specchio e pensare che l’altro è come noi, e che merita quel rispetto e quell’amore che portiamo a noi stessi”, ha concluso infine il vincitore del Premio Asimov.

Il Premio Asimov 2019

La serata finale del Premio Asimov ha avuto inizio con i saluti del prof. Silvio Cherubini, coordinatore regionale del Premio Asimov, il quale ha presentato l’intervento di alcuni professori come introduzione all’esposizione di Maffei. Tra gli accademici presenti, la prof.ssa Maria Grazia Grimaldi, direttrice del Dipartimento di Fisica dell’Unict, e il prof. Francesco Vissani, ideatore del Premio, il quale ha illustrato i progressi dell’iniziativa nel corso degli anni. “Quest’anno hanno partecipato undici regioni, ma nel 2020 speriamo di raggiungere quota tredici o quattordici”, ha dichiarato Vissani.

Presente anche il direttore dei Laboratori Nazionali del Sud, Santo Gambino, il quale ha sottolineato il suo legame accademico con Asimov. “Il logos è alla base della scienza moderna: la sequenza logica che i greci ci hanno insegnato è dietro ogni racconto di Asimov e dietro tutti gli sviluppi della fisica e della matematica. Galileo fu un grande scrittore prima di essere un grande scienziato” ha affermato il professore Gambino. La  cultura è una sola, non ci deve essere separazione tra le diverse discipline. Forse dobbiamo tornare a parlare di tutto, e parlare pensando alla cultura come un unicum, prendendo esempio da Asimov” , ha concluso il direttore Gambino.

Alla serata sono intervenute anche la direttrice dell’Osservatorio Astrofisico Isabella Pagano e la professoressa Alessia Tricomi, direttrice dell’Infn e del Centro siciliano di Fisica nucleare e Struttura della Materia, la quale ha ringraziato i giovani presenti sottolineando l’importanza della partecipazione dei ragazzi al Premio. La direttrice dell’Infn ha anche sdrammatizzato sui disagi vissuti dagli ospiti per raggiungere Catania, dovuti alla chiusura di emergenza di una parte dell’aeroporto etneo: Sono effetti speciali, abbiamo acceso l’Etna per voi”, ha scherzato la prof.ssa Tricomi.

L’introduzione al professor Maffei si è conclusa con l’intervento del Rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo, il quale ha ringraziato gli ospiti presenti, gli organizzatori e i ragazzi partecipanti all’iniziativa. “È un onore avere questa conferenza finale all’Università di Catania” – ha dichiarato il Rettore -. Il Premio Asimov è entusiasmante e lo sono anche gli studenti, che hanno recensito i libri e scelto il vincitore”. Priolo ha concluso il suo intervento ringraziando e congratulandosi con il prof. Maffei per il risultato ottenuto, sottolineando l’importanza di ricevere un premio dalle generazioni più giovani.

L’intervento del professor Maffei

Il vincitore della quarta edizione del Premio Asimov ha successivamente parlato dei contenuti principali del suo libro, intervallando all’esposizione alcuni momenti umoristici che hanno coinvolto il giovane pubblico presente. “Io ho una formazione medica e quindi penso che la cultura sia un farmaco – ha iniziato il professore -. Si tratta però di un farmaco particolare, perché non ha effetti collaterali e quindi dovremmo sempre portarcelo dietro, perché fa bene”.

L’evoluzione del linguaggio

Il professor Maffei ha iniziato il suo intervento introducendo il tema della lingua, dai tempi più antichi dell’umanità fino ai giorni nostri, elencando le varie fasi della sua evoluzione. “La lingua è presente in ogni attimo della nostra vita, nel quotidiano e nella scienza: non perdiamola perché rappresenta la nostra individualità, le nostre radici”.

Le tappe del linguaggio indicate dal professore sono state quattro: dalla semplice visione istintuale attraverso gli occhi tipica dei primitivi, fondamentale per la sopravvivenza, al linguaggio vero e proprio con lo sviluppo della parola, elemento che permette la comunicazione e distingue gli umani dagli altri animali. La terza tappa del linguaggio indicata dal professor Maffei è quella della televisione, una nuova modalità di comunicazione che sfrutta anche l’uso dell’immagine ma, come sottolinearono diversi intellettuali, essa “parla ma non risponde”, mostrando i primi ostacoli della comunicazione.

L’ultima fase di evoluzione del linguaggio è quella esemplificata dallo smartphone, strumento che ha cambiato la maniera di comunicare anche dal punto di vista del cervello e che ha molti punti deboli, come gli effetti sulla salute: dalla cervicale alla miopia, passando per gli effetti del riflesso degli schermi blu sulla vista umana.

Neet e solitudine

Riguardo il tema della salute, il professor Maffei ha poi parlato del fenomeno dei Neet, i ragazzi che non studiano e non lavorano e vivono in un mondo estraneo alla realtà, in una condizione che provoca in loro ripercussioni non indifferenti quali depressione e solitudine. “I giovani iperconnessi crescono isolati e impreparati alla vita, sono maggiormente predisposti al suicidio e alla nomofobia – ha detto in proposito il docente -. Per loro il cellulare è una vera droga, che interferisce con la produzione di dopamina e cortisolo, fino a trasformarsi in una protesi del cervello. La parola ‘protesi’ è quella che mi fa paura, perché significa che senza questi strumenti non si riesce più a ragionare”, ha spiegato Maffei.

Il vincitore del premio ha quindi introdotto il tema della “fuga della parola”, problema sociale attuale evidente nei bambini che conoscono solo il mezzo tecnologico per comunicare e non il linguaggio. L’assenza di un contatto umano può quindi causare solitudine, la quale è presente nell’era digitale sia tra i giovani che tra gli anziani: “nei primi, paradossalmente, per eccesso di stimolazione provocando l’assenza di sviluppo di una personalità, nei secondi perché non conoscono la tecnologia e ne restano isolati”, ha spiegato.

Il legame tra parola e ragione

Infine, il professore ha sottolineato il legame tra la parola e la ragione, affermando che entrambe hanno la stessa sede nel cervello. “Noi parliamo e ragioniamo con il cervello sinistro, dunque la parola è legata alla ragione” ha dichiarato Maffei. “È per questo che la parola è importante: perché noi principalmente ragioniamo con il cervello del linguaggio. Come dice Leopardi, – ha continuato il professore – con la parola si intravede il pensiero che c’è dietro.

Maffei ha inoltre lanciato un messaggio importante al giovane pubblico presente in sala: Voi ragazzi siete il futuro. Noi dobbiamo sperare in voi, possiamo solo contribuire e aiutarvi, ma il futuro è vostro”. Il professore ha inoltre sottolineato l’importanza della scuola, indicata come l’unico nucleo di resistenza etica al mondo contemporaneo, affermando che è importante riconoscere agli insegnanti il valore del loro mestiere.

Verso il Premio Asimov 2020: i libri finalisti

A conclusione dell’intervento del professore è stato dedicato un momento alle domande dei presenti, tra studenti e docenti, alle quali Maffei ha risposto di volta in volta. La serata è poi proseguita con il ringraziamento ai giovani, colonna portante dell’iniziativa, incoraggiandoli a partecipare ogni anno. Infine, si è lasciato spazio all’annuncio dei testi in gara per la quinta edizione del premio Asimov, prevista per il 2020. Ecco l’elenco dei titoli finalisti:

  • Il pianeta umano. Come abbiamo creato l’antropocene di Simon L. Lewis e Mark A. Maslin
  • Matematica d’evasione. 20 facili lezioni da un’esperienza di insegnamento in carcere di Claudio Marini
  • L’algoritmo e l’oracolo. Come la scienza predice il futuro e ci aiuta a cambiarlo di Alessandro Vespignani
  • L’urlo dell’universo. Il lungo viaggio delle onde gravitazionali di Dario Menasce
  • Hello Word di Hannah Fry


All’Università di Catania la cerimonia finale del premio Asimov 2019

Martina Bianchi

Laureata in Scienze e Lingue per la Comunicazione, coltiva l'interesse per giornalismo e comunicazione scrivendo per LiveUnict. Con la passione per le lingue straniere, la fotografia, l'arte e i viaggi, mira ad un futuro nelle relazioni internazionali.

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