Causa il contenzioso tra Ferdinando Sciabarrà e il Comune di Realmonte, la candida parete rocciosa potrebbe diventare privata.

Scala dei Turchi, Agrigento
Immaginate se un giorno, dopo un lungo viaggio verso la Scala dei Turchi, vi venissero chiesti dei soldi per scattare una foto alla candida parete rocciosa, famosa in tutto il mondo. Oppure, voleste aprire un locale che ne fa il nome, o ancora, girare un film, e vi si venga chiesto di pagare per un luogo che, al momento, risulta pubblico. Tutto ciò, potrebbe ben presto divenire realtà: la Scala dei Turchi, infatti, potrebbe diventare una proprietà privata.
Ma è giusto fare un passo indietro, e spiegare la situazione dall’inizio. La Scala dei Turchi, infatti, si trova da un po’ in mezzo ad un contenzioso surreale: il Comune di Realmonte sta cercando, attraverso i suoi legali, di combattere o quantomeno trovare un accordo per fronteggiare le pretese di Ferdinando Sciabbarrà, un privato che rivendica la proprietà del “brand” Scala dei Turchi.
Invitati i rappresentanti delle due parti a trovare un accordo di fronte ad un giudice, ciò che al momento ne esce, è una situazione ancor più surreale: per i prossimi 70 anni, il 70% delle entrate riguardanti la Scala dei Turchi andrebbe al privato, mentre il 30% rimarrebbe al Comune. Dunque, chi volesse aprire un locale a nome del costone roccioso, o volesse girare un film, dovrebbe pagare i diritti d’utilizzo al “proprietario”. Che, tra l’altro, “potrebbe concedere” l’utilizzo del luogo o dell’immagine del luogo per iniziative volute dal Comune, a patto che non siano con fini di lucro.
Cosa resterebbe al Comune? La proprietà del luogo, senza dubbio, e la facoltà di avviare dei piani di gestione, anche turistica. Una situazione surreale, che ha coinvolto diverse voci politiche e non. Se, infatti, il capogruppo dell’Ars per il PD Giuseppe Lupo chiede l’intervento del governatore, definendo la cessione dei diritti d’immagine ad un privato da parte del Comune “inconcepibile, al di là degli aspetti formali e dei cavilli normativi”, interviene persino Legambiente Sicilia, che tramite il suo presidente si chiede quale sia “l’utilità di questo accordo, e perché il Sindaco di Realmonte abbia deciso di svendere in questo modo la Scala dei Turchi che deve, invece, essere patrimonio di tutti.“
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