Se c'è un dato che non ha mai smesso di crescere, negli ultimi dieci anni, in Sicilia, è quello della disoccupazione; come se ciò non bastasse, assieme alla preoccupante percentuale di disoccupati siciliani, va ad aggiungersi quella dei giovani, che sempre di più non riescono a trovare un impiego.

Sono dati preoccupanti quelli che emergono dal Rapporto delle Economie Territoriali, presentato ultimamente da Confcommercio. In particolar modo, in Sicilia, i dati sembrano essere disperati: chiudono le imprese, calano i consumi per famiglia, cresce in modo smisurato la disoccupazione, specialmente quella giovanile. Ma, per capire meglio i dati riportati sul Rapporto, si proceda per ordine.
Si parta dalle imprese siciliane: a contrastare il positivissimo dato dell’aggiunta di circa 2100 nuove aziende nel territorio, si pone la drammatica soppressione di 4571 altre imprese, “solo” 1400 a Palermo in un anno. In particolare, in tutto il territorio dell’isola, hanno chiuso 3582 esercizi commerciali al dettaglio, 946 aziende nel campo dell’alloggio e della ristorazione, e infine 754 ditte specializzate dalla comunicazione ai trasporti, dagli immobiliari ai viaggi, dal supporto imprese all’intrattenimento. Chiuse altresì 1948 ditte industriali, e 342 imprese agricole.
Ad aggiungersi ai dati preoccupanti va senza dubbio il calo dei consumi delle famiglie siciliane: pur essendo cresciute, nell’ultimo anno, di circa 1,5%, nel complesso degli anni che vanno dal 2014 al 2018, questo dato è sceso negativamente, di circa 2,4%. Cresce anche la disoccupazione: tra le province siciliane, quelle più preoccupanti sono Trapani, Agrigento e Messina, con un tasso di disoccupazione, rispettivamente, di 23,6%, 27,6% e 25,5%.
In effetti, la disoccupazione è tra i dati più schiaccianti messi in evidenza dal Rapporto di Confcommercio: se undici anni fa i disoccupati siciliani erano meno del 14%, da allora fino al 2018 sono andati persi circa 113mila posti di lavoro, portando il tasso ad alzarsi fino al 21,5%. Dato più preoccupante, inoltre, è quello giovanile: al 2018, i giovani siciliani che non lavorano sono il 53,6%, circa 1,5 milioni, dunque un giovane su due non lavora ancora.
I fattori sono molteplici: basti solo pensare che i giovani non riescono più ad ereditare la professione dei genitori, e che il commercio non aiuta più a vivere e pagare le spese. Senza alcuna prospettiva, i giovani siciliani, specialmente quelli provenienti dalle zone interne dell’Isola, sono costretti ad emigrare: allarme rosso, quindi, per le istituzioni, che devono ora più che mai cercare tutti i modi utili a trovarvi una soluzione, prima che per l’Isola sia davvero troppo tardi.
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