La decisione di indire elezioni da parte del decano Vincenzo Di Cataldo è uno spartiacque tra chi si trova d'accordo per eleggere un nuovo rettore e chi vuole il commissariamento. Il Codacons Sicilia prende una posizione.

Sono passate tre settimane dallo scandalo che ha causato un vero e proprio terremoto ai vertici dell’Università di Catania. E in questi giorni, la confusione che l’inchiesta “Università Bandita” ha portato non fa altro che incrementare. Caos soprattutto per la figura del decano, il professore più anziano nel ruolo di ordinario dell’Università, esercitato dal prof. Vincenzo Di Cataldo.
Si suppone che il decano abbia il potere di indire nuove elezioni per il rettore dell’Unict (dato che l’ormai ex-rettore Francesco Basile è stato sospeso, dando anche le proprie dimissioni, e che il prorettore Giancarlo Magnano San Lio si è dimesso). Elezioni che il prof. Di Cataldo ha fissato per il 23 agosto 2019. Tuttavia, non tutti approvano la presa di posizione da parte del decano dell’Unict, tra cui il Codacons Sicilia.
Il Codacons ha così depositato un esposto alla Procura di Catania sulle imminenti elezioni del nuovo rettore dell’università. “Dopo lo scandalo dell’indagine Università bandita – dice il Codacons – che ha azzerato i vertici accademici dell’ateneo catanese, con il rettore Francesco Basile dimissionario e il pro-rettore Magnano San Lio interdetto, nessuno aveva titolo per esercitare poteri sostitutivi“.
Continua il Codacons: “Le elezioni, invece, vanno indette dal rettore in carica ‘sentito il senato accademico’ che solo lo stesso rettore può convocare. In caso di suo impedimento, il Senato può essere convocato dal pro-rettore. Nel caso di impedimento di rettore e pro-rettore non è previsto da nessuna parte che si possa procedere a un simile adempimento“.
Quello che l’associazione di consumatori chiede alla Procura è di procedere con delle indagini in merito alla decisione presa dal prof. Vincenzo Di Cataldo come decano e se questa sia avvenuta violando le norme, poiché – come sostiene il Codacons – potrebbe essere stata presa da una persona che non può esercitare la pubblica funzione, senza legittima investitura e per fini esclusivamente propri e in contrasto con quelli della pubblica amministrazione.
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