Erasmus, il 72% di chi partecipa trova lavoro

Secondo alcune ricerche avviate dalla Comunità Europea, gran parte dei partecipanti al programma Erasmus riesce a trovare lavoro dopo gli studi.

L’esperienza Erasmus è una delle tante che rientrano nell’ambito universitario e lo caratterizzano da ormai molti anni. I partecipanti al programma di studio/tirocinio all’estero sono sempre di più e gli effetti sembrano essere decisamente positivi secondo quanto dichiarato dall’UE.

La Comunità Europea avrebbe infatti recentemente effettuato degli studi sui riscontri successivi all’Erasmus e il risultato principale sarebbe quello di una maggiore facilità di trovare un impiego da parte degli ex studenti all’estero. Gli studi hanno analizzato i dati di 500 organizzazioni e 77mila membri dell’ambiente universitario, tra studenti e docenti. I risultati riscontrano quindi una maggiore chiarezza sul proprio futuro lavorativo da parte degli ex-Erasmus oltre a un’avanzata capacità di adattamento ad ambienti lavorativi multiculturali.

Nello specifico, risulta infatti che il 72% dei partecipanti al programma di studio all’estero ha dichiarato che l’esperienza è stata molto formativa e li ha aiutati a trovare lavoro, mentre l’80% ha reso noto di essere stato assunto nell’arco di 3 mesi dal conseguimento del titolo universitario. In molti vantano le competenze acquisite durante il soggiorno all’estero e una buona parte di coloro i quali hanno partecipato alla versione di tirocinio Erasmus ha dichiarato di essere stato confermato dalle aziende per le quali hanno lavorato all’estero.

Altri dati altamente positivi riguardano il miglioramento delle competenze linguistiche e digitali da parte degli studenti Erasmus. Infine il 70% dei giovani intervistati ha dichiarato una maggiore consapevolezza sulle scelte riguardanti il proprio futuro lavorativo dopo aver partecipato al programma di studio/tirocinio all’estero.

Ma i risultato positivi non riguardano solo l’aspetto lavorativo: molti ex-Erasmus hanno infatti dichiarato di aver riscontrato un maggiore senso di appartenenza alla Comunità Europea dopo aver preso parte all’esperienza Erasmus. La percentuale in questione è del 32%, decisamente maggiore rispetto a quella degli studenti che rifiutano di spostarsi dalla terra natìa, la quale si aggira attorno al 25%.

Inoltre si riscontra che la collaborazione tra università è un altro fiore all’occhiello del progetto Erasmus: secondo gli studi citati, i partenariati tra atenei partecipanti al progetto ha avuto un seguito anche alla fine dei progetti promossi nel 90% dei casi. E questo rende anche le università più internazionali, integrate e attive. L’aspetto sociale non è quindi da sottovalutare: molti studenti ex-Erasmus hanno infatti dichiarato di aver migliorato le capacità di lavoro con persone di culture differenti dalla propria e due università su tre hanno dichiarato che il progetto contribuisce alla diminuizione delle discriminazioni.

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