Università di Catania

110 come 66, abolire il voto di laurea per i concorsi: proposta alla Camera

Un nuovo disegno di legge del M5S elimina il voto di laurea dai requisiti per accedere ai concorsi pubblici.

Una nuova proposta di legge voluta dal M5S potrebbe rivoluzionare il mondo universitario e quello lavorativo. Secondo gli esponenti del partito pentastellato, il voto di laurea non può costituire un requisito per accedere ai concorsi pubblici.

Si ritiene che sia un elemento discriminatorio, in quanto due candidati vengono considerati in modo differente solo perché uno dei due ha ottenuto un punteggio di laurea più alto dell’altro. L’obiettivo non è vanificare la meritocrazia sminuendo il valore di un titolo di studio ottenuto con molti sacrifici, ma eliminare ogni forma di discriminazione nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e libertà.

La proposta di legge, arrivata in Commissione Lavoro della Camera, sarebbe fondamentale per garantire ai giovani l’accesso ai rari concorsi pubblici senza alcuna forma di discriminazione. Il voto di laurea è certamente determinante ai fini della partecipazione, ma non sempre è sinonimo di effettiva preparazione e conoscenza.

“La previsione del requisito minimo del voto di laurea in bandi di concorso pubblico deve essere vietata perché – secondo il M5S tende ad escludere a priori e senza alcuna reale motivazione una parte degli aventi diritto. Inoltre si tratterebbe di incentivare la concorrenza tra le Università, in modo che tutte tendano ad offrire un servizio di qualità e garantiscano agli studenti adeguata preparazione per il mondo del lavoro”.