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Ragazza stuprata a Catania: la città dice no alla violenza e si unisce nella solidarietà

Arriva l'immediata risposta della città alla violenza inaudita perpetrata ai danni di una giovane diciannovenne americana da parte di tre ragazzi catanesi.

Un pugno allo stomaco, forte e inaspettato. Così viene definita, in mancanza di altre parole, la notizia dello stupro verificatosi proprio in una delle zone più frequentate di Catania, piazza Europa. Ed è proprio dal luogo della violenza che, il prossimo 29 marzo alle ore 19, partirà la manifestazione di solidarietà “Neanche con un fiore!” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio Sicilia, oltre a diversi altri enti, e sostenuta da molteplici comuni e associazioni.

“L’atroce violenza subita da una ragazza statunitense, con tanto di filmati girati dai suoi aguzzini, tre giovani ragazzi catanesi, non può vedere la città indifferente”, si legge sull’evento Facebook. “Catania deve mobilitarsi per dire un no chiarissimo alla brutalità, alla violenza. Ma anche per dire un sì netto a favore della dignità della donna.”

“Dopo lo sgomento iniziale – si continua a leggere – deve arrivare il momento della solidarietà – senza se e senza ma – verso una vittima che potrebbe essere benissimo nostra sorella, nostra figlia o semplicemente un’amica. Arrivati così in basso, le forze vive di questo territorio devono riflettere su quali siano i valori che devono contraddistinguere un consesso che si possa ritenere davvero civile e quali le nuove generazioni devono apprendere con urgenza per evitare ulteriori eventi al limite dell’inumano.”

Catania quindi dice no alla violenza, alla brutalità sulle donne. E mentre il Comune si costituisce parte civile nel processo ai tre aguzzini, arriva a gran voce una risposta al grido di dolore di una ragazza che si trovava in città per un’esperienza che avrebbe dovuto cambiarle la vita, ma che è tornata a casa con un trascorso di gran lunga peggiore, col quale dovrà lottare per sempre. La città etnea le si stringe in un grande abbraccio, dimostrando che, se uniti, si può contrastare la violenza dilagante tra le nuove generazioni, limite di cui si ha bisogno ora più che mai.


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