Vengono sospese le ricerche di Enrico Cordella. La madre: ''Aiutatemi lo voglio portare via da qui''.

Foto archivio
Sembra non trovare un epilogo la tragedia che ha colpito la nostra terra avvenuta nella frazione marinara di S.M. La Scala nel pomeriggio di domenica 24 febbraio dove Margherita Quattrocchi di 21 anni, il fidanzato Enrico Cordella di 22 anni e Lorenzo D’agata di 27 anni sono stati travolti da un’onda quando si trovavano a bordo di una Fiat Panda sul molo della frazione.
Tenutesi già i funerali di Margherita Quattrocchi e Lorenzo D’agata non è ancora ritrovato, purtroppo, il corpo del fidanzato della ragazza, Enrico Cordella, che nonostante le ricerche iniziate lunedì mattina dai mezzi navali della Capitaneria di porto, dagli elicotteri della Guardia costiera, dai Vigili del fuoco e dalle squadre di sommozzatori è ancora disperso.
Sembra ormai lontana la mareggiata che si è imbattuta la settimana scorsa sulla nostra costa e che ci ha portato via tre ragazzi della nostra comunità. Nella giornata soleggiata di ieri, presenti nel molo di S.M. La Scala la famiglia del giovane Cordella seduta all’attesa del proprio figlio. Presente pure la madre di Margherita Quattrocchi che nonostante il fragile stato di salute era lì a supportare la famiglia dello scomparso. Nonostante le ricerche delle Forze dell’ordine che ieri sono state ampliate grazie al supporto della comunità tra cui diversi pescherecci della zona in direzione Brucoli, in provincia di Siracusa.
Oggi, purtroppo, a cinque giorni della tragedia i soccorritori hanno sospeso le ricerche di Enrico. Il protocollo stabilisce, infatti, che le ricerche devono essere interrotte dopo tre giorni. Ma sembra che quest’ultime saranno continuate da volontari e che le periodiche esercitazione della Guardia costiera verranno svolte, fino al ritrovamento del corpo del giovane, nell’area interessata.
La madre di Enrico, disperata dalla notizie e ancora presente sul molo della frazione fa l’ultimo appello: “Chiedo aiuto a tutte le istituzione di non lasciarmi sola, io a casa non ce la faccio… io qua sto vicino a mio figlio, aiutatemi! Lo voglio portare via da qui”.
Sembra plausibile che la corrente abbia spinto il corpo del giovane fino alla provincia di Siracusa dove i pescatori di S.M. la Scala spesso si dirigono. Sul molo parenti, amici e conoscenti ad aspettare di ritrovare il corpo di Enrico tra l’alternarsi della speranza dell’alba e l’ansia di dover passare un’altra notte ad aspettare Enrico.
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