Categorie: Utility e Società

Dormire diventa un lavoro: azienda americana assume una “sleepfluencer”

Prima o poi doveva accadere: negli USA una donna è stata assunta come "sleepfluencer", qualcosa che si divide tra collaudatore di materassi e influencer sui social.

Lavorare e dormire contemporaneamente? Oppure, lavorare dormendo? Negli Stati Uniti tutto ciò è diventato realtà: in base a quanto riporta la rivista di moda Vanity Fair, l’azienda Mattress Firm, proveniente dal Texas e da 30 anni attiva nella vendita dei materassi, avrebbe ingaggiato una giovane donna, Juliane Nguyen con la qualifica di “snoozetern”, termine che designerebbe un autentico collaudatore di materassi.

L’azienda avrebbe altresì aperto da tempo delle candidature online per selezionare la figura ideale da assumere nella nuova mansione, scegliendo alla fine delle selezioni proprio la Nguyen. Il lavoro prevede un impegno di 20 ore settimanali, con una retribuzione in dollari che corrisponderebbe ai 175 euro complessivi. Non una grossa cifra, sebbene l’attività principale sia quella di dormire sui materassi prodotti dall’azienda, al fine di testarne la comodità e l’efficacia delle nuove tecnologie predisposte.

C’è dell’altro: il lavoro in questione è anche molto social, perchè la neo-assunta dovrà anche collaborare con l’azienda in termini di sponsorizzazione, cercando di pubblicizzare il marchio ed i prodotti in questione soprattutto tramite social, con una strategia che girerebbe intorno a Facebook ed Instagram, alla pari di molti influencer: non a caso è stato appositamente coniato il termine di “sleep-fluencer” per descrivere la nuova attività.

L’impegno lavorativo va così oltre il riposo vero e proprio, sebbene è facilmente intuibile che non si tratta di una professione di grande sforzo. È pur sempre un lavoro, quello della neo-assunta e chissà che molte altre aziende non possano aprire a questa innovativa figura. Non è neanche detto che il sogno di tutti sia lavorare rimanendo a letto: non resta che attendere per scoprire quali altri lavori retribuiti comporteranno l’applicazione della formula “minimo sforzo, massimo risultato”.

 

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