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Scuola, “Educazione civica” dai 3 ai 18 anni: presentato il progetto di legge

Torna la questione dell'insegnamento dell'Educazione civica a scuola: "Inaccettabile che vengano messe in discussione la serietà e l'onorabilità di chi sta dietro la cattedra."

I ministri dell’Interno Salvini, dell’Istruzione Bussetti e per la famiglia Fontana hanno presentato alla Camera un progetto di legge riguardante l’insegnamento dell’Educazione civica come materia scolastica dalla materna fino alla maturità.

Il progetto, che porta la firma del deputato Massimiliano Capitanio, prevede dei “progetti di Educazione Civica” alla materna, 33 ore annuali obbligatorie per la scuola primaria, con accertamento delle competenze a partire dal terzo anno delle elementari, infine delle certificazioni soft skills dopo i tre anni delle medie e dopo i primi due anni delle scuole superiori.

Il progetto di legge, però, va ad aggiungersi a diverse proposte che, durante gli anni, si sono accumulate, diventando già parte della normalità scolastica: se la proposta leghista prevede l’Educazione civica come materia da sostenere all’orale sia delle medie che delle superiori, sin da ora proprio alle medie è compito del dirigente scolastico certificare le competenze “sociali e civiche” raggiunte dagli alunni, mentre già durante la Maturità 2019 sarà oggetto d’esame la materia “Cittadinanza e Costituzione”.

La proposta alla Camera, inoltre, si aggiunge ad iniziative già avviate a livello sia comunale che regionale: se da parte del sindaco di Bari viene ricordato come sia in corso la raccolta delle 50.000 firme atte ad avviare l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione alla Cittadinanza nelle scuole, nell’Emilia Romagna si è appena concluso un progetto riguardante legalità, diritti e memoria denominato “conCittadini”, che ha coinvolto quasi 36mila studenti per tutta la regione.

Ad ogni modo, la proposta di legge intende orientare l’intero insegnamento di alcune materie: partendo dalla Costituzione, infatti, l’Educazione civica andrebbe a toccare poi i delicati temi del bullismo e cyberbullismo, passando per l’educazione stradale (riguardo all’utilità della quale il ministro Bussetti ricorda come “la prima causa di morte giovanile sono gli incidenti stradali”), fino a contrastare l’utilizzo di droghe ed alcol.

Un progetto a tutto tondo, quindi che mira anche al miglioramento del rapporto studenti – genitori – insegnanti. Riguardo a questo, infatti, il ministro Salvini commenta su quanto sia inaccettabile che “vengano messe in discussione la serietà e l’onorabilità di chi sta dietro la cattedra. Ho letto di quel ragazzino che ha preso 3 e ha fatto causa all’insegnante, ma quando accadeva a me io dovevo preoccuparmi di mio padre”. Il ministro dell’Interno ha, quindi, concluso denunciando quanto queste siano “cose fuori dal mondo”, ricordando quanto più che mai “bisogna imparare il rispetto”.

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