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Voli troppo cari in Sicilia, per i fuorisede è un’odissea: “Situazione vergognosa”

Il Natale è alle porte e per i fuorisede siciliani, ancora una volta, è il momento di fare i conti in tasca. Anche quest'anno i prezzi dei biglietti aerei sono inaccessibili. Fino a 500 euro il costo per un volo di andata e ritorno: "Tutto questo è davvero amareggiante".

Ci risiamo. Ancora una volta sono impietosi i dati circa le tariffe aeree sulle tratte che collegano la Sicilia al Nord Italia: costi esorbitanti si presentano anche quest’anno per tutti coloro che, da fuori sede, stanno programmando di tornare a casa per le festività natalizie. Nonostante le diverse segnalazioni e mobilitazioni che, negli ultimi anni, hanno portato alla luce un quadro estremamente sconfortante, per gli studenti e i lavoratori che si trovano al Nord, i prezzi rimangono proibitivi.

Monitorando i voli di andata e ritorno per il periodo natalizio delle principali città italiane del Centro-Nord, emerge che da più di un mese i costi dei biglietti aerei — dalle compagnie standard alle low-cost — sono inavvicinabili. Se i prezzi da alcune città come Pisa, Bologna e Venezia si aggirano intorno ai 100 euro per tratta, la spesa per rientrare da Milano a Catania, nel periodo compreso tra il 19 e il 21 dicembre 2019 si attesta mediamente sui 200 euro con più di un mese e mezzo di anticipo.

Va decisamente peggio per la tratta Torino-Catania che, da sempre, è una tra le più care in Italia: per tornare a Catania, infatti, la spesa che un fuorisede dovrà sostenere per un volo di sola andata è di quasi 300 euro. Com’è prevedibile, ça va sans dire, non sono da meno anche i prezzi all’inverso, per il ritorno nelle rispettive città dopo le vacanze. E, facendo un breve calcolo approssimativo, per un volo di andata e ritorno, quest’anno si rischia di spendere dai 300 ai 500 euro circa. Se pensassimo poi, malauguratamente, di prenotare un volo qualche giorno prima della partenza, i prezzi schizzerebbero decisamente alle stelle.

“Dal 2009 a oggi ho vissuto a Pisa, a Parigi e a Torino e da sempre ho dovuto relazionarmi con prezzi dei voli molto alti, a volte proibitivi — ci racconta Fabiano C. che attualmente si trova a Torino per lavoro — Ovviamente come tutti i fuorisede, torno in Sicilia per le vacanze natalizie o per l’estate. Proprio in quei periodi i prezzi salgono vertiginosamente. Questa situazione mi ha sempre penalizzato perché nel tempo sono stato costretto a tornare a casa sempre meno, riducendo le quattro volte (ponte dell’1 novembre, Natale, Pasqua e estate) dell’inizio della mia esperienza fuori Sicilia alle sole due (Natale e estate) attuali proprio per i prezzi dei voli.

Stessa insofferenza per Stefania S., fuori sede laureata in Psicologia del lavoro che già da quattro anni abita a Torino: “Per rientrare a Natale, quest’anno ho acquistato il biglietto a ottobre e, per il  solo volo di andata, ho speso quasi 200 euro. Questo, tra l’altro, era uno dei prezzi più bassi perché mi sono accontentata di un orario un po’ scomodo, altrimenti non avrei nemmeno potuto acquistarlo. La stessa situazione si ripete ormai tutte le volte che devo tornare in Sicilia”.

“La scorsa estate per rientrare a Torino ho pagato la modica cifra di 300 euro solo andata — continua — Ho fatto una comparazione e, più o meno con la stessa cifra, avrei potuto fare un viaggio di andata e ritorno all’estero. Tutto questo è davvero amareggiante e spiega anche l’elevato numero di persone che, ultimamente, sceglie di viaggiare con treni o autobus, più scomodi ma i cui prezzi sono sicuramente più accessibili. Io stessa spesso ho preferito il treno”.

Ai prezzi dei biglietti aerei si aggiungono, infine, le numerose spese che quotidianamente un fuorisede affronta. E se per chi lavora è più semplice, la situazione per uno studente spesso diventa asfissiante. È il caso di Giulia F., studentessa in Lingue che vive a Milano: “Quando ho deciso di trasferirmi non avevo considerato il problema. Gli affitti sono già altissimi e mantenersi a volte è impossibile. Per questo, pur di non gravare ulteriormente sulle spalle dei miei genitori, spesso ho deciso di non tornare a casa. È quello che è successo quest’anno per le vacanze di Pasqua, ed è stato veramente triste trascorrere da sola un giorno che solitamente vede la mia famiglia riunita. È una situazione vergognosa”.

Nonostante le recenti inchieste dell’Antitrust e le continue pressioni da parte dei sindacati nei confronti della politica locale e nazionale, la situazione sembra all’impasse. Se la Sardegna, che ha emanato un bando per la continuità territoriale per il periodo 2017-2021, si è già mossa in questo senso, la Sicilia come al solito arranca. Il dibattito sulla dichiarazione di insularità, negli ultimi mesi, si è fatto più vivo che mai, ma nulla di fatto ancora su un riconoscimento che restituirebbe alla nostra Regione alcuni diritti fondamentali e una più che lecita compensazione per la miriade di svantaggi che penalizzano i siciliani ma, più di tutti, i giovani.

“Quello che ho sempre pensato, con un po’ di delusione, è che la mia terra non solo mi ha costretto a emigrare per mancanza di opportunità, ma forse non vuole neanche che io ritorni ogni tanto per le vacanze — ci dice infine Fabiano, palesando forse un dubbio che accomuna molti — È triste, ma ammetto di averlo pensato. Spero di sbagliarmi ed essere smentito”.

Antonietta Bivona

Laureata in Lingue e Letterature Comparate, fin da piccola ho la passione per il giornalismo e la scrittura. Per citare Sylvia Plath, voglio scrivere perché sento il bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione ed espressione della vita, il semplice sforzo colossale di vivere non mi può bastare. Mi trovate tra gli scaffali di una libreria, a un concerto o al tavolo di un bar.