Università, pochi studenti stranieri negli atenei italiani

Mentre il numero di cervelli all'estero cresce senza sosta, l'Italia continua a far faticare nell'ospitare studenti e ricercatori stranieri.

Fuga di cervelli è un termine usato e conosciuto da giornalisti e non, che descrive il fenomeno della “fuga” di studenti universitari, costretti dalle scarse possibilità di lavoro e da un sistema che premia il meno possibile i loro sacrifici, a lasciare il loro paese in cerca di lavoro o per continuare gli studi all’estero.

Secondo dati ISTAT, nel 2016 circa 10 mila studenti hanno lasciato l’Italia dopo aver completato i propri studi. Un’emorragia per lo stato, che oltre a spendere una cospicua fetta di PIL – circa il 4% annuo – per l’istruzione, vede fuggir via i migliori talenti e, insieme a essi, il futuro dell’intero paese.

La destinazione preferita dagli studenti del vecchio continente rimane, in attesa che la Brexit cominci a mostrare i suoi reali effetti, l’Inghilterra, seguita a ruota da Germania e Francia.

I dati confermano i tre paesi anche per quanto riguarda gli studenti provenienti da altri continenti: ogni anno dall’Asia arriva in Europa poco meno di mezzo milione di studenti e quasi la metà – 220 mila – vanno in Inghilterra, 87 mila in Germania – ma Eurostat avverte che i dati tedeschi sono imprecisi -, 50 mila in Francia. Quest’ultima è la principale destinazione degli studenti provenienti dai paesi del Maghreb e dall’intero continente africano: circa 100 mila studenti africani l’anno soggiornano in Francia, circa la metà di quelli che giungono in Europa.

E l’Italia?

Fanalino di coda tra i paesi principali del continente, il nostro paese è principalmente raggiunto da studenti Albanesi e Rumeni, che rappresentano rispettivamente il 12,6% e il 10,9% dei 43 mila studenti provenienti dal vecchio continente. Al di fuori di esso, il nostro paese accoglie circa 28 mila studenti provenienti dal continente asiatico – di questi, il 9,5% dalla Cina e il 4,2 dall’Iran -, 11 mila da quello africano – dieci volte meno dei nostri cugini francesi – e 8.500 dal Sud America.

Gli scarsi risultati hanno portato a un’effimera crescita dell’internazionalizzazione dei nostri atenei, che dal 2013 al 2016 è cresciuta di appena 12 punti percentuali. Cifre che si oppongono al numero di italiani “emigrati” all’estero, che nello stesso arco di tempo sono aumentati del 36%.

Altro dato poco felice riguarda le ricerche e i laboratori. Nonostante le ingenti spese – 1 milione e mezzo di fondi stanziati per i ricercatori junior, superati solo dalla Germania -, i frutti raccolti sono sempre insufficienti e poco soddisfacenti. Infatti, mentre i nostri atenei e centri di ricerca non attraggono – quasi – nessuno, le richieste verso mete estere sono sempre in aumento: su circa 42 vincitori italiani solo 12 scelgono di rimanere nel paese natale, mentre il resto si trasferisce.

Chissà quanto tempo passerà prima che il nostro paese riuscirà a risolvere un problema permanente dell’intero sistema universitario: si coltiva poco e si raccoglie ancora meno. Sempre meno.

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Hantavirus, arrivano i risultati dei test sul caso sospetto in Sicilia

Resta alta l'attenzione sulla possible diffusione dell'Hantavirus! Scattati altri due accertamenti su due pazienti: una…

13 Maggio 2026

Catania: Sospesa attività di un locale notturno per rissa

Provvedimento del Questore di Catania per esigenze di ordine pubblico La Polizia di Stato ha…

13 Maggio 2026

Overshoot Day 2026, l’Italia ha già esaurito le risorse: i dati raccolti

L’Overshoot del 2026 si è già verificato! In altre parole, si tratta del giorno in…

13 Maggio 2026

Catania, rinnovo carte d’identità: prenotazioni esaurite fino a luglio

In vista della scadenza del 3 agosto 2026, termine oltre il quale le carte d’identità…

13 Maggio 2026

Acoset, nuovo disservizio idrico nei Paesi Etnei: le zone coinvolte

Nuovi possibili disservizi idrici in arrivo per diversi comuni della fascia pedemontana etnea. A causa…

13 Maggio 2026

Eurovision, Sal Da Vinci fa esplodere Vienna: Italia in hype

La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026, ospitata alla Wiener Stadthalle di Vienna, ha subito…

13 Maggio 2026