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Al via proteste al San Marco: “Disservizi con chiusura pronto soccorso Vittorio Emanuele”

La chiusura del pronto soccorso del Vittorio Emanuele e la mancata apertura dell'ospedale San Marco potrebbe causare alcuni disagi ai cittadini, i quali si stanno mobilitando per una manifestazione.

A far sapere della manifestazione sono la Rete piattaforma Librino e la Rete sociale di Librino. L’iniziativa parte dalla preoccupazione scaturita dalla chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele e di eventuali disservizi. Ad aumentare la tensione è poi l’apertura dell’ospedale San Marco, la quale sembra non arrivare.

Le due Reti nella nota comunicano che “Con la chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele e senza il San Marco, i cittadini della zona sud di Catania rischiano di restare tagliati fuori da un’assistenza medica di emergenza. Il più vicino pronto soccorso, quello del vecchio ospedale Garibaldi centro, è attualmente sottodimensionato con il personale già oberato, e con il nuovo punto di Emergenza di via Santa Sofia, che aprirà al posto del Vittorio Emanuele solo giorno 18, lontanissimo da raggiungere. Preso atto del silenzio delle istituzioni tutte sulla mancata apertura del pronto soccorso dell’ospedale San Marco di Librino – continua la nota – si invita la popolazione tutta a protestare pubblicamente. L’appuntamento è per giorno 17 novembre alle ore 10, davanti l’ingresso del nuovo (ma ancora chiuso) Ospedale San Marco“.

“Più di centomila cittadini rischiano di trovarsi in serie difficoltà, e non possiamo restare in silenzio – continua la nota –. La nostra richiesta è chiara: vogliamo il San Marco aperto e con il pronto soccorso. Ad oggi, le promesse politiche, più volte reiterate, della contestuale apertura del pronto soccorso del San Marco e della chiusura di quello del Vittorio Emanuele non solo non sono state mantenute ma si è completamente cancellato dall’agenda pubblica il tema. La scelta della data, precedente quella della definitiva chiusura dello storico pronto soccorso di via Plebiscito, è conseguenza di un iter che ha disatteso quanto garantito più volte pubblicamente in questi anni dai vertici ospedalieri e politici, locali e regionali. Invitiamo per questo tutte le realtà sociali e istituzionali etnee ad unirsi alle oltre 30 parte delle due Reti in questa battaglia che riguarda la città“.

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