Categorie: Arte

Lo Stonehenge di Sicilia incuriosisce l’Unesco

Il sito avrebbe catturato l'attenzione dell'Unesco per le rocce antropomorfe e geomorfe che presenta e potrebbe diventare patrimonio dell'Umanità.

Viene chiamato la “Stonehenge di Sicilia” ed è noto da molti nel mondo: si tratta dell’Altopiano dell’Argimusco, il quale ha catturato l’attenzione dell’Unesco che potrebbe inserirlo tra i siti del patrimonio dell’Umanità.

La zona presenta infatti delle rocce antropoforme e geomorfe che saranno studiate da degli esperti che provengono da diversi Paesi del mondo. Il sito potrebbe diventare uno dei più importanti a livello internazionale in ambito archeologico, astronomico e storico culturale, a detta dei ricercatori coinvolti. Lo studio ha come scopo lo sviluppo di tesi scientifiche sulle origini e l’evoluzione del luogo e potrebbe presentarsi come l’inizio del percorso di candidatura all’Unesco.

L’altopiano dell’Argimusco si trova nei pressi di Montalbano Elicona a 1200 metri di quota, immerso tra Nebrodi e Peloritani e la sua particolarità è rappresentata dalle rocce, ovvero dei monoliti con sembianze umane e animali. Molte di queste hanno anche dei nomi che derivano proprio dalla figura alla quale somigliano. Alcuni esempi sono Virilità e Femminilità, l’Orante che ricorda un uomo intento a pregare e il Guerriero (o il Sacerdote), ovvero la figura di un viso allungato. Tra le presenze di raffigurazioni animali sono presenti l’Aquila e il Babbuino.

La zona è anche un ottimo punto panoramico per ammirare l’Etna a sud e le isole Eolie a nord. Inoltre essa rientra nella Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta. Si pensa che fosse una necropoli proprio per la presenza di menhir e dolmen – e da questo nasce il paragone con Stonehenge – ma in realtà non si tratta affatto di strutture megalitiche, quanto di rocce lavorate da agenti atmosferici quali pioggia e vento. Sull’origine di queste zone esistono due principali teorie: la prima lo fa risalire a circa 6.000 anni fa, mentre la seconda al Medioevo, quando sarebbe stato usato come sito astronomico.

Anche se non si hanno notizie certe sul passato di questo sito, si tratta di un luogo che in certi periodi può diventare particolarmente suggestivo, per esempio durante il  solstizio d’estate o in inverno, quando la foschia può regalare immagini piuttosto affascinanti, soprattutto per coloro i quali non hanno mai visitato l’altopiano. Un’altra meraviglia tutta siciliana che potrebbe quindi essere inserita tra i siti del patrimonio dell’Unesco.

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Sanità, ARNAS Garibaldi: Maurizio Russello è il nuovo direttore della UOC di Epatologia

CATANIA – Nuovo assetto ai vertici dell'ARNAS Garibaldi di Catania. Questa mattina il dottor Maurizio…

3 Agosto 2026

Turismo siciliano in crescita: nuove opportunità di lavoro

La Sicilia si prepara a vivere una nuova stagione di forte espansione turistica con una…

3 Agosto 2026

Catania, al Pronto soccorso arrivano le bodycam contro le aggressioni

Entrare in un pronto soccorso significa spesso trovarsi nel momento più delicato della vita di…

3 Agosto 2026

Caito, il futuro della costa di Catania torna al centro del dibattito

Il mare di Catania torna al centro del dibattito pubblico con il caso del Caito,…

3 Agosto 2026

Catania vola verso i 6 milioni di passeggeri: giugno si chiude in forte crescita

Assaeroporti ha reso noti i dati ufficiali e certificati sul traffico aereo relativi al mese…

3 Agosto 2026

Concorso Ministero dell’Ambiente 2026: 50 posti disponibili

È stato pubblicato il Concorso Ministero dell’Ambiente 2026 per il reclutamento di 50 funzionari da…

3 Agosto 2026