Nuove dichiarazioni del ministro dell'istruzione Bussetti su Fit e 24 cfu: annunciate semplificazioni e controlli dei posti disponibili nell'interesse dei candidati.

Intervenuto sul tema dei 24 CFU e del FIT durante un video-forum su Repubblica, il ministro per l’istruzione Marco Bussetti, cerca di fare chiarezza su quali saranno le mosse del governo nei confronti del sistema di reclutamento del corpo insegnanti inaugurato durante la precedente legislatura.
“Fermiamo il prossimo bando per non abilitati e no a nuovi cicli di Tirocinio. Semplifichiamo tutto” – spiega Bussetti nel corso del suo intervento – “Le prove nazionali si svolgeranno solo quando serve e i candidati dovranno conoscere in anticipo il numero dei docenti necessari sulla singola materia”.
Il Fit, vale a dire il percorso successivo al concorso, non dovrebbe essere abolito ma semplificato. Su questo si era già espresso anche il Senatore Pittoni (Lega), Presidente della commissione cultura del Senato, che aveva annunciato migliorie.
Un’importante anticipazione, invece, potrebbe arrivare sul fronte dei 24 cfu in discipline antropo–psico–pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche che i laureati hanno acquisito in quanto requisito di accesso al concorso per laureati, previsto per fine 2018.
Il Ministro, nel corso del video-forum, ha dato maggiori informazioni sulla sua idea di concorso. “Le prove concorsuali saranno più snelle, agevoli e chiare – dichiara a proposito della revisione delle regole –. Ci sono 500 posti, i primi 500 avranno la loro cattedra e poi un altro concorso”.
A proposito dei 24 cfu, che tuttavia non vengono esplicitamente nominati ma confusi in modo generico col Fit, Bussetti afferma che potrebbero passare, dall’essere requisito di accesso al concorso, a semplice titolo aggiuntivo, in modo da dare una risposta anche a coloro che li avessero già conseguiti.
Bisogna comunque tenere bene a mente che si tratta di indicazioni non definite nei dettagli. Per il concorso di fine 2018, infine, si attende di scoprire la data ufficiale, in quanto dev’essere svolta prima una ricognizione accurata dei posti disponibili, così da garantire più trasparenza per i candidati che dovranno scegliere la regione dove effettuare la prova.
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