Scuola

Troppi ponti festivi nelle scuole: arrivano i divieti dalle Regioni

Le giunte regionali si sono espresse in materia di giorni extra festivi scolastici per l'anno 2018/2019. Tante le regioni in cui il numero di giorni disponibili per chiudere le scuole sono pochi o assenti.

Manca poco all’apertura dell’anno scolastico 2018/2019 e già si fanno i conti sui giorni di vacanze disponibili. A preoccupare le regioni sono infatti i ponti festivi non calendarizzati, che permettono alle scuole di chiudere i cancelli per più giorni in vista di due o più giorni di ferie vicine tra loro. Proprio per questo, in diverse realtà regionali, i governi stanno correndo ai ripari deliberando il divieto di usufruire dei giorni disponibili in più per chiudere le scuole.

I Consigli d’istituto possono deliberare le interruzioni dell’attività didattica (all’infuori di quella ordinaria per le feste riconosciute dal calendario nazionale) stando attenti a non scendere al di sotto dei 200 giorni di scuola, il minimo per rendere effettivamente valido l’anno scolastico. Inoltre, i Consigli devono attenersi alle delibere dei governi regionali.

Proprio questi ultimi hanno deliberato in materia. In Lombardia, con 208 giorni di scuola disponibili, solo tre possono essere gestiti a piacimento ma sempre concordando preventivamente con gli enti locali. Lo stesso governo della regione ha già stabilito i ponti per tutte le scuole: Ognissanti (dall’1 al 3 novembre), Carnevale (8 e 9 marzo) e Pasqua con 8 giorni di vacanza (dal 18 al 25 aprile, Festa della Liberazione).

In Emilia Romagna e in Toscana, con rispettivamente 207 e 208 giorni di lezione, le giunte raccomandano di non svolgere meno di 205 giorni di scuola. In Sardegna di 205 giorni solo due potranno essere gestiti per i ponti. L’Umbria avrà 7 giorni in più ma questi non potranno essere usati per i ponti, così come i ben 12 giorni in più del Friuli Venezia Giulia potranno essere usati soltanto per anticipare la chiusura di giugno.

Il problema dei ponti riguarda in particolar modo le famiglie dove entrambi i coniugi sono impegnati a lavoro, e che hanno difficoltà a provvedere per i giorni extra di ferie non sapendo a chi lasciare i figli minorenni.

Redazione

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