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Maturità 2018: studenti catanesi commentano la Prima prova

Aspettative deluse e piccole speranze, scelte insolite, attese e gambe che tremano: LiveUnict vi racconta l'inizio di questa avventura attraverso le parole dei maturandi catanesi e delle loro mamme.

Nove mesi fa iniziava per 500mila studenti l’ultimo primo giorno di scuola: il tempo è volato e, in un batter d’occhio, è giunto puntuale il 20 giugno 2018. Alle 8:30 i maturandi di tutta Italia hanno firmato il compito che non dimenticheranno mai: ecco il via a questi esami di maturità, i loro.

LiveUnict ha atteso gli studenti all’uscita del Liceo catanese “G.Turrisi Colonna”, con la curiosità di ascoltare le prime parole, osservare i visi, percepire reazioni e sentimenti. Dopo poco più di tre ore dall’inizio della prova, qualcuno ha oltrepassato i cancelli dopo aver consegnato il proprio compito: due studentesse appena fuori hanno tirato un sospiro di sollievo e ci hanno raccontato il loro impatto con questa prima prova. “Ho scelto la traccia della tipologia B, ovvero il saggio breve di ambito socio-economico che ruotava tutto intorno al tema della creatività”, ci raccontano entrambe, confessando di essere fiduciose e, in fondo, soddisfatte del risultato.

Proprio questa traccia è stata considerata “la più stimolante” dalla maggioranza dei maturandi intervistati, che hanno scelto di svilupparla adottando numerosi punti di vista e integrando interessi individuali e discipline studiate a scuola.

“La creatività costituisce l’origine e il centro delle opere dei grandi musicisti di tutti i tempi ed è per questo che è stato quasi automatico creare un collegamento con dei nomi immortali” ci ha spiegato Sofia, un’alunna dell’indirizzo musicale. Giulia aveva un’idea diversa e ha scelto di “criticare una società che sfrutta la creatività per ottenere ricchezza”.

Alessandro, invece, ha deciso di esporre una sua tesi volta a dimostrare da cosa nasca tale virtù:Ho introdotto, in primo luogo, i concetti di negotium e otium, vivi all’interno dell’antica società romana: il primo termine designa  le mansioni pratiche, imprenditoriali e  necessarie agli individui per garantirsi la sopravvivenza, mentre il secondo indica il tempo libero e impiegato a riflettere, studiare e contemplare sé stessi e il mondo esterno, ovvero il ruolo svolto da filosofi e intellettuali. Oggi l’ozio ha assunto un’accezione negativa perché si sostiene che il pensare sia una grossa perdita di tempo, eppure è proprio questo aspetto ad azionare il motore generatrice della creatività. L’ozio provoca noia, la noia desidera essere combattuta e così ci stimola ad ideare qualcosa di nuovo e utile. Dal tedio nasce la sua antitesi, la gioia del creare”.

Ma c’è anche chi ha scelto l’analisi del testo: “Nonostante non conoscessi biografia ed opere di  Giorgio Bassani – ci ha detto Alexandra – ho scelto la tipologia A perché ritengo fosse la più semplice”. Infine una percentuale di intervistati, seppur meno consistente, si divide tra la scelta del saggio breve di carattere artistico-letterario ed il tema di ordine generale incentrato sul principio di uguaglianza espresso dall’articolo 3 della Costituzione italiana. Contro ogni aspettativa, pochi optano per il prevedibile tema storico con approfondimento su Alcide De Gasperi e Aldo Moro.

Le semplici parole ed idee di questi giovanissimi stupiscono e ci aiutano persino a sfatare vecchi miti: nessuna “Notte prima degli esami” trascorsa insonne, nessuna ansia incontrollabile almeno in vista di questo primo scritto. Molti degli studenti intervistati hanno riposato ma soprattutto temono la seconda prova, prevista per domani, 21 giugno.

C’è qualcuno, tuttavia, che ha saputo nascondere bene un’apprensione grande. Fuori dai cancelli, infatti, non eravamo i soli a porre domande: si è radunato ben presto un corteo di mamme pronte a interrogare tutti su orari, tracce, atmosfera nei corridoi. Qualcuno si affida alla preghiera o si apposta in macchina, altre non ricordano “di aver mai provato questa tensione ai loro tempi”.

“Sono preoccupata – ci ha raccontato stamattina una mamma – tanto che stanotte, a differenza sua, non ho dormito serenamente: ho sognato il suo ingresso a scuola in pantaloncini con conseguenze sull’esito del suo esame”.

Gli esami di Maturità, dunque, fanno parte di un rito di passaggio che coinvolge inconsciamente tutti ma che nessuno sa definire con certezza. Noi abbiamo chiesto ai ragazzi cosa rappresentasse per loro la maturità: alcuni hanno associato la semplice parola al concetto di “ansia inutile”, altri l’hanno descritta come una tappa essenziale per crescere, durante la quale “si diventa solidali anche nei confronti di un sconosciuto“.