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Volete chiamarle davvero “strisce rialzate”?

Il nuovo attraversamento pedonale in Circonvallazione - nella zona in cui lo scorso mese di luglio perse la vita lo studente di medicina Danilo Di Majo - viene aspramente criticato da chi quella strada la percorre ogni giorno.

Neanche il tempo di ultimare i lavori che le strisce pedonali rialzate, in zona Cittadella, fanno già discutere. Il nuovo attraversamento pedonale, appena installato in Circonvallazione, risulterebbe poco utile a causa del rialzamento minimo, un centimetro o poco più. Il risultato? Le auto continuano a sfrecciare (quando non imbottigliate nel traffico) senza neanche rallentare. L’assessore alle Manutenzioni Di Salvo assicura però che “tra qualche settimana, non appena ci arriverà il materiale, completeremo le strisce pedonali rialzate con un’illuminazione a led che le renderà visibili anche a notevole distanza”. Troppo poco, forse.

Quello in prossimità dell’ingresso della Cittadella, è un attraversamento estremamente pericoloso – trafficato da centinaia di universitari e cittadini – la cui richiesta di messa in sicurezza è arrivata proprio dai colleghi dello studente ucciso lo scorso mese di luglio da un pirata della strada. Stiamo parlando di una giovane vita spezzata per la mancanza di sicurezza nelle strade percorse dagli studenti che si recano all’università, mica un problema da niente. Non è di certo un intervento del genere che potrebbe evitare altre tragedie in futuro.

Inoltre, solo due degli attraversamenti in Circonvallazione sono stati “rialzati” (alcuni ancora con strisce  scolorite), come se gli altri – uno su tutti, quello in viale F.lli Vivaldi, molto utilizzato da chi entra alla Cittadella da viale S. Sofia – non avessero bisogno della stessa attenzione e cura. “Siamo tutti pedoni e siamo tutti in pericolo quando attraversiamo la circonvallazione” il grido di un nostro lettore che percorre quotidianamente quella strada per recarsi all’università. “Affinché l’attraversamento diventi realmente sicuro, dobbiamo avere un altro morto? Non voglio essere io, si agisca immediatamente”.

Un intervento che doveva esser rapido (sono passati 6 mesi dall’incidente) e per niente temporaneo. I lavori ultimati lo scorso weekend, sono tutto meno che questo. Un ponte sembra la soluzione migliore. Tuttavia, la realizzazione di quest’ultimo richiede almeno tre anni, anche se l’operazione potrebbe essere accelerata dallo spostamento dell’inutilizzato ponte pedonale di via Due Obelischi, come suggerito dall’Associazione Pendolari Etnei portavoce della volontà di tanti residenti della zona Barriera.

Un’altra possibile soluzione, sicuramente più immediata, potrebbe essere aumentare l’altezza del dosso artificiale, un po’ come è avvenuto in via Giuffrida, dove le auto sono letteralmente costrette a rallentare in prossimità delle strisce per evitare danni.

Insomma, se da un lato è apprezzabile l’iniziativa del sindaco che ha disposto la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati per limitare la velocità delle automobili su molte arterie cittadine, dall’altro questi interventi non devono essere semplicemente dei rattoppi, ma delle soluzioni per la sicurezza dei pedoni. Anche perché le quasi 9000 persone che hanno firmato la petizione  per la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale della Cittadella, in seguito all’episodio di Danilo (io in primis), non sono di certo soddisfatti di questo che somiglia tanto ad un “contentino” e sono pronte a dare battaglia per i propri diritti.

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A proposito dell'autore

Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone nasce nell'estate di Italia '90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: la Musica e lo Sport (in particolare il calcio). In pianta stabile a Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, coordina la redazione di LiveUnict.