
La Guardia di Finanza ha sequestrato l’elenco di tutti i medici e ricercatori assunti a tempo pieno dall’università Vanvitelli. Il danno erariale, secondo le prime ipotesi, supererebbe il milione di euro.
Soldi pubblici per gestire attività private. Si può riassumere così lo scandalo che sta investendo l’Università degli Studi della Campania. Medici stipendiati dall’ateneo e che gestiscono in prima persona studi privati, svolgendo lezioni, partecipando a seminari e corsi di formazione remunerati o che addirittura risultano essere dipendenti occulti di centri diagnostici sparsi in tutta la Campania. Attività non permesse, manco a dirlo, ad un professore universitario. Infatti è assolutamente vietato, per ogni docente universitario e medico a tempo pieno, svolgere l’attività libero professionale in assoluto, se questa è svolta con continuità, e la necessità, invece, di avere l’autorizzazione dell’Ateneo, se essa è svolta occasionalmente.
Per questo motivo, 260 nomi – tra medici e ricercatori – sono finiti nel mirino della Procura della Corte dei Conti della Campania sui quali sono in corso accertamenti.
Il danno erariale stimato supera il milione di euro. Soldi che sarebbero dovuti finire nelle casse dell’università e che invece purtroppo sono andati persi per sempre a causa di medici e professori che non hanno dichiarato al proprio Ateneo di essere dipendenti o liberi professionisti in altri studi.
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