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SCUOLA – Indetto sciopero generale del personale

SAESE, Anief e Cobas. Sindacati uniti contro l’ultima sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe mandare a casa docenti precari degli istituti del primo ciclo. Marcello Pacifico, Presidente Anief spiega gli obiettivi della protesta.

 

Dieci giorni alla riapertura prevista per le scuole. L’8 gennaio 2018 però potrebbero essere molte le scuole ad aderire allo sciopero indetto da SAESE (Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia) a cui si aggiungono Anief (Associazione sindacale professionale) e nelle ultime ore anche Cobas (Confederazione dei Comitati di Base). Prenderanno parte tutto il personale docente ATA a tempo determinato e indeterminato delle scuole d’infanzia e primaria. A confermarlo una nota dal MIUR che invita anche a rispettare le attuali norme che tutelano i servizi pubblici, compresa l’istruzione, da eventuali disservizi dovuti allo sciopero.

Le motivazioni alla base della protesta è la sentenza della plenaria del Consiglio di Stato che prima di Natale ha violato il giudicato espresso in altre sette sentenze provocando la protesta dei docenti con diploma magistrale, assunti con riserva o come supplenti tramite le Graduatorie ad Esaurimento. Decine di migliaia di docenti a seguito della sentenza potrebbero non solo trovarsi cancellati dalla GaE ma addirittura rimandati nelle graduatorie di istituto pur essendo già entrati in ruolo. Lo stesso giorno sono previsti diversi sit-in: a Roma davanti al MIUR e di fronte agli Uffici Scolastici Regionali di Palermo, Torino, Milano e Cagliari.

Spiega Marcello Pacifico Presidente Anief: “L’obiettivo è mandare un chiaro segnale a chi dovrà prendere posizione su una sentenza che ha un sapore molto politico e scarsamente giuridico. Continuiamo a non comprendere come un organismo di giustizia così rilevante possa sconfessare se stesso, producendo tesi diametralmente opposte rispetto a quelle più volte espresse in precedenza sullo stesso quesito”. La situazione inoltre sembra lontana da una veloce risoluzione a causa dello scioglimento delle Camere: “Lo sciopero dell’8 gennaio è quindi anche indirizzato a chi governerà nella prossima legislatura. Noi, intanto, come sindacato, proseguiremo la nostra battaglia nei Tribunali, stavolta d’Europa: abbiamo avviato le procedure di pre-adesione al ricorso gratuito dei docenti diplomati magistrale alla CEDU e quelle per inviare una petizione alla Commissione del Parlamento Europeo. Il nostro sindacato, inoltre, sta predisponendo un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa” – conclude Pacifico.

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